Acciaio sequestrato dalla Forestale

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Undici denunce e un danno complessivo a Tk-Ast stimato in circa 300 mila euro. Gli viene contestata a vario titolo l’associazione a delinquere e il furto, alle undici persone, tra cui due imprenditori, finite nel mirino degli uomini del Corpo Forestale che hanno curato le indagini di Acciaio d’oro coordinate dal sostituto procuratore Elisabetta Massini.

Ventidue camion carichi mai entrati in Ast Ed è proprio durante una serie di accertamenti relativi all’inchiesta che gli inquirenti si sono trovati tra le mani una serie di indizi che hanno fatto ipotizzare altri furti di rottame di acciaio ai danni del sito siderurgico di Terni. Da qui gli approfondimenti compiuti tanto attraverso la documentazione sequestrata nell’ambito di Acciaio d’oro, quanto con carteggi sigillati successivamente. In particolare dalle nuove indagini è emerso che una ditta incaricata del trasporto del materiale è riuscita a sottrarre ben 22 camion di lamierino in acciaio a Tk-Ast.

Acciaio a Foligno e poi in vendita Con accorgimenti che hanno permesso al titolare della ditta di trasporti e ai suoi autisti di non incappare nel sistema dei controlli di viale Brin i tir carichi di rottame d’acciaio proveniente da uno stabilimento del Frusinate non sono mai entrati nell’acciaieria di Terni, prendendo piuttosto la strada di Foligno dove venivano scaricati in un centro di rottamazione e poi rivenduti. Complessivamente il materiale rubato a Tk-Ast avrebbe un valore complessivo di circa 300 mila euro, la merce era stato peraltro già pagata.

Anomalie emerse anche da indagini interne Che qualcosa non quadrasse nella fornitura del lamierino in acciaio era emerso anche a inizio 2015 nello stesso sito siderurgico nell’ambito dei controlli disposti dall’amministratrice delegata Lucia Morselli. Gli uffici preposti avevano quindi provveduto a chiedere lumi al titolare della ditta di trasporti che, temendo di essere scoperto, aveva perfino organizzato un piano per cercare di coprire quei 22 camion mai entrati in Tk-Ast. L’imprenditore si è infatti attrezzato per reperire altro rottame cercando di portarlo all’interno dell’acciaieria con i documenti di trasporti emessi per il materiale rubato nel corso del 2014.

L’imprenditore corre ai ripari A questo punto gli uomini della Forestale, già impegnati nelle indagini, hanno notato anomale movimentazione di rottame che, nel frattempo, era stato scaricato sul piazzale di una terza azienda, comunque non coinvolta nella vicenda. Un blitz compiuto dagli agenti ha quindi permesso di sequestrare circa 3.500 quintali di rottame che nelle ultime ore il sostituto procuratore titolare del fascicolo, la dottoressa Elisabetta Massini, ha provveduto a dissequestrare e riconsegnare ad Ast, riconoscendo il sito ternano come legittimo proprietario del materiale.

Undici indagati, le accuse Nel registro degli indagati il pm Elisabetta Massini ha iscritto 11 persone a cui viene contestata a vario titolo l’associazione a delinquere finalizzata al furto di rottami ferrosi ma anche ricettazione, riciclaggio e truffa ai danni di Tk-Ast.

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