di Maurizio Troccoli

Continua la rivolta popolare in Egitto, mentre il Sacro convento di Assisi e la comunità egiziana in Umbria invocano la pace ed il rispetto della volontà popolare. Il vicepresidente cerca un’intesa per la transizione, puntando a un rederendum popolare su un pacchetto di riforme. Arriva il no anche dai Fratelli musulmani. Dopo le violenze di ieri durante le quali sono state lanciate molotov anche contro il Museo Egizio, i fedelissimi del presidente hanno aperto il fuoco nella notte tra la folla che continua a presidiare il luogo simbolo della rivolta. E stamane si sono rimessi in marcia verso piazza Tahrir al Cairo. Secondo il ministero della Sanità i morti sono cinque e i feriti oltre 800, fonti mediche parlano invece di 10 vittime. Il rais non sembra intenzionato a lasciare immediatamente il potere, malgrado le pressioni internazionali.

Il Sacro convento In merito ai tragici eventi che si stanno verificando in Egitto in questi giorni il Sacro Convento di Assisi e tutta la comunità francescana conventuale è preoccupata e auspica che cessi la violenza, che venga rispettata la volontà della popolazione egiziana e che le richieste di libertà e democrazia siano accolte pacificamente senza spargimento di sangue – dichiara il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese. –  Non possiamo non ricordare il viaggio del Santo in Egitto a Damietta e l’incontro con il Sultano Melek el-Kamel nel lontano 1219, lì Francesco volle annunciare il ripudio della guerra e la bellezza della pace. Lo scorso anno Mohamed El Baradei giunse pellegrino di pace ad Assisi e disse: ‘il diritto di ogni essere umano è di vivere in pace’. I frati del Sacro Convento sono raccolti in preghiera sulla tomba di San Francesco affinché la pace prevalga sulla violenza e sull’oppressione”. La nota del Sacro Convento di Assisi è apparsa sul sito www.sanfrancesco.org”.

La comunità egiziana in Umbria: via Mubarak La Comunità Egiziana dell’Umbria invita tutti i sinceri democratici ad unirsi alla manifestazione per sostenere il popolo in lotta per la propria libertà e per sventare il rischio che la dittatura sanguinaria rialzi la testa.Ognuno deve sentire come proprio dovere il sostegno alla sollevazioni in corso nei paesi del Maghreb e Medio Oriente auspicandoci che i popoli oggi in lotta ci aiutino a ritrovare verità e dignità. Appuntamento per sabato 5 febbraio, alle ore 17.00, in piazza IV Novembre, a Perugia

4.500 italiani rientrati Sono 14 mila gli italiani che si trovavano in Egitto e che sono stati contattati dalla Farnesina, anche via sms, dopo lo scoppio delle violenze e 4 .500 quelli fatti rinetrare su loro richiesta . Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini riferendo alla Camera . ”Abbiamo raccolto le segnalazioni degli italiani in situazioni di emergenza – ha spiegato Frattini – li abbiamo informati su coprifuoco e sulle aree di protesta . Abbiamo ripetutamente sconsigliato viaggi e spostamenti” . ”Questo esempio italiano – ha aggiunto – e’ stato seguito da altri Paesi europei e non solo . Abbiamo contattato associazioni di categoria . Abbiamo attivato voli per il rimpatrio degli italiani che chiedevano di rientrare” . Frattini ha poi elencato le misure di protezione dell’ ambasciata, il centro di primo ricovero istitutito al Cairo e un presidio mobile all’ aeroporto ” che ha assititio centinaia e centiania di iatliani”

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