Torna in aula la tragedia di Rigopiano. Domani, 10 ottobre, a Perugia prenderà il via il processo di appello bis disposto dalla Cassazione dopo l’annullamento della sentenza di secondo grado emessa dalla Corte d’Appello dell’Aquila. Otto anni dopo quel 18 gennaio 2017, quando una valanga travolse l’hotel di Farindola provocando la morte di 29 persone, tra cui il ternano Alessandro Riccetti, la vicenda giudiziaria torna al centro dell’attenzione. A essere chiamati nuovamente davanti ai giudici sono sei funzionari e dirigenti della Regione Abruzzo, accusati di disastro colposo per la mancata realizzazione della Carta pericolo valanghe.

Processo A comparire in aula saranno i funzionari e i dirigenti, tutti assolti nei precedenti gradi di giudizio. Per l’ex sindaco di Farindola, un tecnico comunale, un ex dirigente provinciale e un ex responsabile della viabilità, le condanne sono state annullate, ma i reati di omicidio colposo risultano prescritti, salvo eventuali rinunce. Secondo la Procura di Pescara la tragedia si sarebbe potuta evitare se la Regione avesse predisposto la Carta valanghe prevista da una legge del 1992, che avrebbe impedito l’apertura dell’hotel in quella zona durante l’inverno.

Le vittime L’hotel Rigopiano era rimasto isolato da una strada impraticabile, in piena emergenza neve e con i paesi della zona senza luce e mezzi bloccati. Quando la massa di neve e detriti travolse la struttura, morirono 29 persone. Tra loro anche Alessandro Riccetti, giovane receptionist originario di Terni, il cui ricordo continua a rappresentare un simbolo del dolore e della memoria per tutta l’Umbria.

Le udienze La Cassazione, nella sentenza di dicembre 2024, ha rimesso a giudizio gli imputati e ribadito la necessità di accertare le responsabilità regionali. Domani l’udienza iniziale sarà dedicata alla relazione del giudice relatore e all’intervento della Procura generale. Il processo si terrà con discussione orale e sono previste una o più udienze a settimana. In tutto sono 38 le parti civili costituite, tra cui il Ministero della Giustizia, la Regione Abruzzo, il Comune di Farindola, la Provincia di Pescara, Acu Abruzzo, Inail, Anmil, Codacons e Cittadinanza Attiva.

Rigopiano Dopo le pronunce di Pescara, L’Aquila e Cassazione, il caso approda dunque a Perugia, dove i giudici torneranno a esaminare quello che gli esperti hanno definito un «evento complesso»: una combinazione di neve, maltempo e 524 scosse di terremoto in 24 ore, la tempesta perfetta che travolse l’hotel Rigopiano e 29 vite.

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