Quaranta elementi, tra sottufficiali ed agenti forestali sono impegnati, fin dalle prime luci dell’alba, in dieci perquisizioni domiciliari ed aziendali in diverse località nelle province di Pescara e di Perugia. Questo a seguito di indagini per ipotesi di violazione alle norme che regolano la ricostruzione post terremoto nell’ambito dei venti comuni rientranti nell’Utr (Ufficio Tecnico Ricostruzione) n° 5 di Bussi sul Tirino (Pe) che dipende dall’Ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa di L’Aquila.
Connivenze e pagamenti indebiti L’attività investigativa ha fatto emergere una rete di conoscenze e connivenze tra vertici dell’Utr di Bussi sul Tirino, alcuni imprenditori impegnati nella ricostruzione, presidenti dei consorzi di proprietari ed altri soggetti interessati a beneficiare dei fondi per la ricostruzione privata degli edifici danneggiati dal sisma del 2009. Grazie ad ipotesi di connivenze con ditte “amiche” venivano pagati stati di avanzamento dei lavori, per centinaia di migliaia di euro, senza che queste ultime fossero in regola con il Durc, altri documenti di tipo amministrativo, oppure alcune tempistiche previste dalla normativa della ricostruzione.
Figlia assunta Nel corso delle indagini si è riscontrato ad esempio che i Durc a volte non venivano presentati, oppure erano scaduti o irregolari, ovvero relativi a lavori diversi o erano falsificati. Tra i particolari degli atti dell’inchiesta emergerebbe l’assunzione della figlia del Responsabile Utr in una delle aziende agevolate nei pagamenti.
Perquisizioni In considerazione delle suddette connivenze la procura della Repubblica di Pescara ha disposto una serie di perquisizioni domiciliari tra Bussi, Pescara, Assisi e Perugia per accertare le modalità di divisione dei lavori ed ulteriori responsabilità dirette delle persone coinvolte.
