Giovani, sani, con le sembianze degli eroi indistruttibili. Forse anche per questo le loro morti sono sempre state scioccanti. Giallo e tragedia anche in quella del nigeriano Chinonso Ihelwere Henry, che giocava nel Delta Tulcea, squadra della 2/a Divisione romena, che oggi si e’ accasciato in campo. E’ accaduto durante un’amichevole contro il Balotesti. Un quarto d’ora dopo il suo ingresso in campo, nel secondo tempo, il ventunenne si e’ accasciato al suolo, vittima di un attacco cardio-respiratorio. Vano il tentativo dei medici, durato oltre un’ora, di rianimarlo. E’ il settimo caso di morte in campo in Romania dal 1999 a oggi.
Prima di lui, altri suoi colleghi erano deceduti in circostanze analoghe: come Naoki Matsuda, 34 anni, difensore ed ex nazionale giapponese che, con la maglia dei Blue Samurai, aveva disputato il Mondiale 2002. Il suo cuore ha cessato di battere a due giorni dal ricovero d’urgenza, dopo avere perso i sensi mentre si allenava con il Matsumoto Yamaga.
La tragica lista dei decessi, tra gli sportivi ancora in attività è lunga. Tra le piu’ recenti c’e’ quella di Piermario Morosini, centrocampista del Livorno stroncato da un arresto cardiaco durante la sfida di B contro il Pescara, il 14 aprile. Prima di lui erano deceduti Dani Jarque, capitano dell’Espanyol, stroncato da un’infarto, nell’estate 2009, nella sua stanza del ritiro a Coverciano. L’elenco nero delle morti e’ lunghissimo. Da Ferraris IV a Taccola, da Curi a Foe’, e’ spesso il calcio a provocare sgomento e spezzare giovani vite. Quello italiano e’ segnato dalla tragedia di Giuliano Taccola, attaccante della Roma, fulminato da un infarto nello spogliatoio dell’Amsicora, a Cagliari, poi morto sull’ambulanza che lo trasportava in ospedale. Era il 1969 e da allora non fu piu’ la stessa cosa.
Il tragico ricordo di Renato Curi Anche se c’era il precedente di Ferraris IV, mediano campione del mondo, morto in campo per infarto, mentre giovava con delle vecchie glorie, a 43 anni. A riaprire quelle ferite, un altro addio tragico, destinato a
restare nei ricordi dei tifosi italiani. Renato Curi oggi e’ il nome dello stadio di Perugia che il 30 ottobre 1977 si chiamava ancora come la localita’ dove si trova: Pian di Massiano. Quel giorno, sotto il diluvio, si giocava Perugia-Juventus, big-match di A. E’ un pomeriggio buio, con una luce sinistra. Gli annali ricordano perfino l’ora di quello scatto del 24enne baffuto centrocampista dei grifoni e dell’improvviso crollo: sono le 15,34 e il cuore di Curi di ferma per sempre.
La Spagna vincente del nuovo millennio e’ ancora sotto choc per la morte di Antonio Puerta, giocatore della Nazionale e del Siviglia, crollato in campo nel 2007, mentre giovava contro il Getafe. L’autopsia stabili’ che lo spagnolo soffriva di una displasia ventricolare destra, un’aritmia visibile solo a esami piu’ approfonditi. Lutto mondiale fu quello per Marc Foe’, 28enne centrocampsta del Camerun, stroncato da un arresto cardiaco durante la Confederations cup 2003. Fu choc anche per la Fifa, che impose di innalzare i livelli della prevenzione. Prima di Morosini, che sciocco’ l’Italia accasciandosi sul terreno del ‘Picchi’, a Livorno, mentre affrontava il Pescara, il 29 agosto 2007, e’ toccato a Chaswe Nsofwa, zambiano dell’Hapoel Beersheva, squadra di 2/a Divisione del campionato israeliano.
Il 2 settembre, in Ecuador, un malore in campo stronco’ la vita di Jairo Andres Nazareno, 21 anni, attaccante del
Chimborazo. Il cuore del capitano degli scozzesi del Motherwell, Phil O’Donnell, cesso’ invece di battere il 29 dicembre 2007.

