di C.F.
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«Una promessa elettorale inattuabile che creerà grave pregiudizio alla futura valorizzazione». È una bocciatura pesante quella che il Pd di Montefalco riserva al protocollo siglato un paio di giorni fa tra Regione, Ausl 2 e Comune sul recupero da circa 950 mila euro dell’ex ospedale San Marco, nel cuore del centro storico.
Pd boccia l’accordo L’intesa, che prevede l’ampliamento del centro salute e del polo museale, non è stata accolta con soddisfazione soltanto dal sindaco di centrodestra Donatella Tesei, ma anche dalla governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, dall’assessore alla Cultura Fabrizio Bracco e dai vertici dell’azienda sanitaria che si prepara a mettere all’asta alcune metrature inserite nel complesso. Ma l’accordo, come detto, non convince neanche un po’ il Pd, certo che «quello che è stato enfaticamente presentato come progetto è solamente un’idea, la cui unica concretezza è riscontrabile nell’ampliamento del museo civico di San Francesco». Il resto dell’intesa, secondo il Pd, è tutta da rivedere.
Rischio speculazione In particolare si parla di «rischio speculazione» in relazione alla «doppia e distinta alienazione dell’ampliamento compiuto negli anni Settanta», senza contare che per i democratici «legare il futuro della struttura al progetto di residenza per anziani autosufficienti senza possibilità di convenzione, significa vendere l’immobile senza alcuna idea sulla destinazione d’uso finale, ma precludendo fin da ora la possibilità ad altri usi di tipo sanitario».
«Se vinciamo revisione radicale» Dulcis in fundo si calca la mano sulla mancata partecipazione del progetto al consiglio comunale e alla cittadinanza. Inutile dire che il Pd di Montefalco, in caso di vittoria alle prossime amministrative, «proporrà una radicale rivisitazione dell’accordo, partendo dalla valutazione di soluzioni in grado di consegnare un valore aggiunto alla città e al centro storico, in termini di sviluppo, occupazione, produzioni di qualità e cultura, ma anche guardando con favore alla realizzazione del centro saluto e di un centro sociale per anziani in strutture pubbliche o private del centro»
