I pannelli recuperati

Avevano scelto una casa cantoniera dell’Anas lungo il fiume Marroggia per nascondere i 300 pannelli fotovoltaici, del valore di circa 120 mila euro, rubati qualche giorno prima in un’azienda di Giano dell’Umbria. E mercoledì notte, a bordo di un furgone, hanno fatto capolino per spostare la refurtiva. Ma ad attenderli hanno trovato i carabinieri della stazione di Trevi che, dopo indagini e appostamenti, avevano individuato l’immobile e scoperto i pannelli.

2 fermi e 4 denunce Sono in stato di fermo, in attesa della convalida dell’arresto, i due uomini di nazionalità marocchina di 32 e 48 anni accusati di ricettazione in concorso, mentre altri quattro connazionali risultano denunciati in stato di libertà per lo stesso reato. I controlli dei carabinieri erano scattati all’indomani del maxi furto compiuto ai danni di un imprenditore di Castagnola, frazione di Giano dell’Umbria, a cui nella notte del 21 febbraio erano stati sottratti i 300 pannelli.

Le indagini condotte nei giorni successivi hanno permesso ai militari di Trevi di individuare la casa cantoniera nei pressi del fiume Marroggia all’interno della quale erano stati nascosti i pannelli fotovoltaici. Gli appostamenti organizzati dei carabinieri si sono conclusi mercoledì sera quando lungo il sentiero che porta all’immobile disabitato è spuntato un furgone a fari spenti da cui sono poi scese alcune persone che, dopo avere coperto con un telo il mezzo, hanno avviato le operazione di carico dei pannelli.

L’operazione L’intervento dei militari ha permesso di bloccare due nordafricani, uno dei quali era già stato pizzicato tempo addietro mentre tentava di imbarcarsi per il Marocco con un furgone carico proprio di pannelli fotovoltaici. Sui due, entrambi privi di un domicilio fisso, si attende la convalida dell’arresto. Gli accertamenti successivi compiuti dai carabinieri hanno, poi, permesso di identificare e denunciare sempre per ricettazione in concorso altri quattro connazionali, residenti tra Foligno e il Salernitano, a carico dei quali è stato richiesto il foglio di via. La refurtiva, invece, è stata recuperata e riconsegnata all’imprenditore di Giano dell’Umbria.

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