Colpo grosso martedì mattina a un furgone portavalori vicino a Sinalunga, in provincia di Siena. Il bottino è di quelli che cambiano la vita: un milione e 400 mila euro la prima stima. In azione un vero e proprio commando di cinque rapinatori. Nell’assalto lampo non è stato esploso alcun colpo di arma da fuoco e non ci sono stati feriti.
La dinamica Intorno alle 7.15 i malviventi hanno atteso davanti a un bar di via Casalpiano, alla periferia di Sinalunga, l’arrivo del furgone portavalori della Sicurpol e, quando le due guardie giurate sono scese per una sosta, sono entrati in azione, bloccando i vigilantes, i due proprietari del locale e anche due clienti.
A volto scoperto, poi la fuga I cinque rapinatori, di cui almeno uno armato, hanno agito a volto scoperto e vestiti di scuro. Una volta disarmate le guardie, le hanno chiuse nel bagno del bar insieme alle altre persone, tutti tranne uno dei vigilanti dal quale si sono fatti accompagnare al furgone, facendoselo aprire. Impossessatisi dei soldi sono poi fuggiti a bordo del furgone e, una volta svuotato, si sarebbero poi allontanati a bordo di una macchina.
I rapinatori sarebbero italiani Secondo quanto è dato apprendere dai primi accertamenti degli investigatori il commando, o buona parte della banda, sarebbe composto da uomini apparentemente italiani. I presenti avrebbero sentito i rapinatori parlare correntemente in italiano. Questi si sarebbero allontanati dal luogo della rapina a bordo dello stesso furgone portavalori, che sarebbe stato abbandonato una volta svuotato dei quattrini.
Le indagini I carabinieri hanno allestito posti di controllo e svolto accertamenti a tappeto. Gli investigatori stanno cercando testimoni che nei giorni scorsi possono aver visto i cinque, che quasi sicuramente hanno effettuato un sopralluogo preventivo. Invece, non risultano per ora altri testimoni della rapina oltre le sei persone sequestrate nel bar: i due titolari, le due guardie del furgone, due clienti.
L’allarme dato dalla proprietaria del bar A dare l’allarme era stata la proprietaria del bar che era riuscita a tenere nascosto il cellulare ai malviventi e a utilizzarlo per chiamare il 112 dal bagno dove l’avevano rinchiusa con gli altri. Al momento oltre a quelle dei sequestrati non risultano altre testimonianze poiche’ via Casalpiano, la strada dove si trova il bar, e’ in una zona industriale poco frequentata all’ora della rapina. Inoltre, in quella zona, la maggior parte delle auto in transito sono dei pendolari che si dirigono al casello dell’autostrada del Sole.


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