di Enzo Beretta
Si è concluso con una condanna a sei anni e sei mesi di reclusione il processo a carico di un 25enne originario di Firenze accusato di una rapina particolarmente violenta ai danni di un uomo nel capoluogo umbro. L’episodio, ricostruito nel corso del dibattimento a Perugia, si inserisce in un contesto maturato «dopo aver ottenuto il pagamento concordato ed anticipato di una prestazione sessuale» con la persona offesa. Secondo quanto contestato, l’imputato avrebbe agito «al fine di procurarsi un ingiusto profitto», portando via denaro contante con modalità ritenute particolarmente aggressive. I fatti risalgono al 29 novembre 2022: alla luce degli elementi raccolti durante le indagini e confermati in aula il tribunale ha ritenuto provata la responsabilità dell’imputato. In più il collegio, composto dai giudici Giuseppe Narducci, Francesco Loschi e Marco Verola, ha disposto anche una multa da 2.500 euro e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Aggressione Dalle risultanze processuali emerge che l’uomo si sarebbe impossessato inizialmente di circa 600 euro anche «mediante violenza e minaccia adoperate anche mediante un tirapugni in ferro». La situazione sarebbe poi degenerata quando si è accorto della presenza di ulteriore denaro nel portafogli della vittima e avrebbe reagito con forza, «strappandogli quindi dalle mani il portafogli» e sottraendo altri 450 euro. Nel tentativo di chiedere aiuto, la persona offesa avrebbe provato a contattare i soccorsi, ma l’imputato – secondo la ricostruzione accusatoria – gli avrebbe tolto il telefono, continuando a minacciarlo e arrivando a dire «che gli avrebbe fracassato la testa».
Danni Oltre alla pena, il tribunale ha riconosciuto alla vittima un risarcimento di settemila euro. La parte civile, assistita dall’avvocato Saschia Soli, aveva avanzato richiesta nel corso del procedimento, ritenuta fondata dai giudici. L’inchiesta aveva preso avvio dalla denuncia presentata dalla persona offesa e si era sviluppata attraverso l’attività dei carabinieri che avevano acquisito elementi investigativi tra cui accertamenti tecnici e documentazione ritenuta rilevante. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 30 giorni. Dopo il deposito, la difesa potrà valutare l’eventuale impugnazione della decisione in appello.
