Avrebbe subito soprusi dal fratello, e abusi sessuali dal cugino e dallo zio nel soggiorno di casa, una ragazzina di 12 anni che ha tentato più volte di raccontare le brutalità subite attraverso lettere ai compagni di scuola e confidenze alla madre. Ma nessuno l’ascoltava, fin quando è stata inserita in una comunità di recupero.

Maresciallo agli arresti Sono gravissimi i reati contestati a diverse persone tra cui E.S., maresciallo dell’esercito, originario di Palermo ma residente a Perugia, per il quale sono stati disposti dal gip del capoluogo siciliano gli arresti domiciliari. Si parla di violenza sessuale (art. 609 bis. c. p.) con l’aggravante dell’avere commesso il reato su persona che non ha compiuto gli anni quattordici (art. 609 ter c.p.), per cui la legge prevede pene sino a quattordici anni di reclusione.

Le confidenze e l’indagine La squadra mobile di Perugia ha dato esecuzione, nella giornata di giovedì, all’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Palermo. L’indagine è stata avviata dalla procura della Repubblica per i minori del capoluogo siciliano su segnalazione del Goiam (Gruppo operativo interistituzionale contro gli abusi in danno di minori) del marzo 2010, dalla quale emergevano confidenze fatte da una minore, una ragazzina di dodici anni, relative ad abusi sessuali perpetuati dal cugino e dallo zio.

Il racconto raccapricciante La ragazzina, secondo quanto riferiscono gli inquirenti, ha raccontato con il costante ausilio di psicologi specializzati di essere stata vittima di soprusi da parte del fratello e di abusi sessuali da parte del cugino che «mettevano la loro parte intima nella mia parte intima», aggiungendo che lo stesso faceva anche lo zio. Ha raccontato infatti che dormiva nel letto con la nonna e lo zio, che la costringeva ad avere rapporti sessuali.

Lettere di aiuto La bambina inviava lettere con le quali chiedeva aiuto ai compagni di scuola, evidenziando i maltrattamenti subiti nel suo ambito familiare, esprimendo sentimenti di enorme solitudine e l’impellente bisogno di sottrarsi a quel sistema di vita. La ragazzina raccontava che questi abusi accadevano anche nel soggiorno dell’abitazione. I racconti sono stati esternati dopo che la bambina era stata affidata a una comunità protetta.

La madre: ti crederanno pazza Secondo quanto riferiscono gli investigatori, la madre, che era venuta a conoscenza di questi fatti, ha dichiarato che prima di essere inserita in comunità, la bambina aveva tentato di comunicarle alcuni disagi, ma per paura che accadesse qualche tragedia, ha fatto in modo di fermare il suo racconto, dicendo che l’avrebbero presa per pazza.

Dolori addominali da anni Dagli accertamenti effettuati è emerso che gia dall’età di otto anni la bambina soffriva di dolori addominali  la cui origine non è stata mai individuata, vivendo in una condizione di profondo malessere psicologico.

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