di Francesca Marruco
La notizia dell’incidente stradale che aveva coinvolto la figlia deve avergli fatto perdere il lume della ragione. Aveva colpito con pugni e schiaffi due giovani che avevano riportato 40 giorni di prognosi ciascuno. Adesso il giudice Daniele Cenci lo ha condannato alla pena di tre anni e 15 giorni e al pagamento di due provvisionali da tremila euro l’una.
L’incidente I fatti sono accaduti l’otto settembre del 2004, e solo, ora, quasi otto anni dopo, arriva la sentenza di primo grado per N.F. L’uomo, classe 1959, aveva raggiunto la figlia nei pressi di San Fortunato della Collina, lungo la strada marscianese, perché era rimasta coinvolta in un incidente stradale insieme a un altro ragazzo. Era arrivato lì e aveva colpito il giovane conducente dell’auto con un pugno in faccia. Talmente forte da fargli perdere i sensi ed ingoiare la lingua.
L’agente Talmente forte che il giovane, se non fosse stato per il tempestivo e provvidenziale intervento dell’agente della municipale Paolo Pecorella, sarebbe potuto morire. Fu il poliziotto infatti a rendersi conto dell’estrema gravità della situazione ed intervenire prima ancora che arrivassero i soccorsi evitando al giovane di ingoiare la lingua.
Colpita anche la ragazza L’aggressore però, non pago di aver colpito il ragazzo, se la prese anche con la sorella del ragazzo, che era arrivata nel luogo in cui il fratello aveva avuto l’incidente per sincerarsi delle sue condizioni. Se al giovane toccò un pugno che gli provocò un trauma commotivo, lei venne colpita con uno schiaffo talmente violento che le perforò il timpano. I due ragazzi colpiti riportarono prognosi per 40 giorni, e l’affievolimento perenne dell’udito per la ragazza.
Epilogo L’agente della polizia municipale che soccorse il giovane, Paolo Pecorella, è stato anche insignito di un encomio per aver salvato quel giovane. Adesso il giudice Daniele Cenci ha condannato l’aggressore a tre anni e quindici giorni di pena, al pagamento delle spese processuali e a quelli di una provvisionale immediatamente esecutiva di 6mila euro totali per i due fratelli aggrediti che si erano costituiti parte civile con l’avvocato Carlo Bizzarri.
Perso la testa «Quando è arrivato sul luogo dell’incidente il mio cliente ha pensato al peggio e ha perso la testa», ha detto invece l’avvocato dell’imputato Ortensia Monica Piluso. La figlia dell’imputato infatti poi perse il bambino. Ma non è chiaro se al momento dell’aggressione l’uomo poteva saperlo o meno.


Questo bussa forte!
Attenti freghi…
Perché non lo mandiamo a fare le ronde in centro, anziché metterlo in galera…
Pensiamoci..