di Iv. Por.
Dopo le cinesi, tocca alle brasiliane. La squadra mobile di Perugia ha chiuso due case d’appuntamento gestite da due «insospettabili», finiti in manette.
Gli arrestati A finire a Capanne dietro richiesta del pm Manuela Comodi con l’accusa di concorso in sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione sono S. F., 51 anni di Fano, e R. T. D. S. detta “Nydia”, brasiliana di 26 anni.
L’avvio dell’indagine La terza sezione della mobile perugina (la stessa che ha di recente scoperto e chiuso diverse case d’appuntamento cinesi) da tempo riceveva segnalazione di movimenti sospetti all’interno del civico 61 di via del Macello. E, in effetti, gli agenti hanno notato un viavai di uomini. Dalle indagini, i poliziotti hanno poi scoperto due utenze telefoniche usate dalle prostitute e dai loro presunti sfruttatori per farsi contattare dai clienti.
Prestazioni a 70 euro Fingendosi clienti, gli agenti hanno contattato uno dei numeri: all’altro capo una donna con accento brasiliano ha contrattato con loro una prestazione sessuale al prezzo di 70 euro indicando l’appartamento di via del Macello. Il poliziotto vi si è recato, venendo accolto da una 40enne brasiliana in abiti succinti. A quel punto, gli altri poliziotti hanno suonato alla porta chiedendo alla donna di rivestirsi e qualificarsi.
Dalla Spagna A precise domande la donna ha riferito di essere arrivata a Perugia domenica 12 febbraio proprio per prostituirsi in quell’appartamento, avendo una grandissima necessità di denaro, poiché il marito in Spagna (ignaro dell’“attività” esercitata) ha problemi di lavoro ed ha gravi difficoltà anche per il mantenimento della figlia di quattro anni. Avendo avuto già altre esperienze di prostituzione, principalmente in Spagna, ma anche a Milano e Mantova, la donna, su consiglio di una sua amica aveva deciso di tornare in Italia prendendo contatti con tale “Nydia”, di cui ha fornito il numero di cellulare.
Nydia La 40enne, è stato ricostruito dagli inquirenti, era giunta a Perugia perché questa Nydia aveva pubblicato su un sito internet spagnolo specializzato proprio un annuncio per recliutare prostitute da portare nel capoluogo umbro. Quindi, giunta a Perugia, la 40enne è stata accolta da Nydia alias R. T. d. S. e da S.F., che la hanno portata nell’appartamento sua nuova «sede di lavoro». Qui c’erano altre tre ragazze, che però nei giorni successivi sono andate via perché avevano terminato il loro «turno».
L’epilogo I due erano estremamente professionali e specializzati: al suo arrivo la donna ha ricevuto tutto l’occorrente per lavorare: preservativi e soprattutto la sim card dove essere contattata dai clienti. Pochi giorni dopo è arrivata nell’appartamento anche un’altra giovane ragazza (rimasta solo un giorno). A quel punto la 40enne ha chiesto di abbandonare, chiedendo una parte del denaro che aveva versato ai suoi sfruttatori. I due le hanno così dato appuntamento per darle i soldi, ma vi hanno trovato ad aspettarli anche i poliziotti. Colti sul fatto, hanno ammesso indicando anche un altro appartamento dove si trovava un’altra ragazza (sempre in via del Macello). Entrambi sono stati arrestati e gli appartamenti sequestrati.


