Gli imputati Claudio Rinaldi e Fabio De Santis

di Ivano Porfiri

E’ stata rinviata a mercoledì 28 novembre prossimo alle 10 l’udienza del processo alla cosiddetta «cricca» che, secondo le accuse, avrebbe gestito illecitamente gli appalti per «Grandi eventi» tra cui il vertice del G8 alla Maddalena e i Mondiali di nuoto di Roma 2009. Il motivo del rinvio è il legittimo impedimento a partecipare di uno dei legali per motivi di salute. Presenti in aula gli imputati Claudio Rinaldi, ex commissario straordinario ai Mondiali di nuoto di Roma 2009, e Fabio De Santis, ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana.

Ministeri, gdf e Maddalena: «Parti civili» In apertura di udienza, hanno annunciato la costituzione di parte civile il ministero dell’Economia e finanze e il Comando generale della guardia di finanza attraverso l’avvocatura dello Stato, che si aggiungono a al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, formalizzata nel corso dell’udienza del 23 aprile scorso. Il collegio deciderà se accogliere le richieste nella prossima udienza. Ha annunciato costituzione di parte civile anche il comune della Maddalena. Non si costituiranno, invece, Presidenza del Consiglio dei ministri e Regione Sardegna, come si era pensato.

Il pm Massimo Casucci

Battaglia sulla competenza Il 28 novembre verranno affrontate le questioni relative alle costituzioni di parte civile e le questioni preliminari, tra le quali quella già anticipata della competenza territoriale. Sul punto si preannuncia una battaglia tra difesa e pubblica accusa. In proposito, il pm Massimo Casucci ha ricordato che il 15 gennaio prossimo verrà discussa davanti alla Corte costituzionale una questione sollevata dal gup di Lecce sulla norma concernente la connessione tra reati. Ciò potrebbe riguardare il processo alla «cricca» proprio per il problema della competenza territoriale di Perugia: è stato per la connessione tra il reato di rivelazione di segreto d’ufficio del magistrato romano Achille Toro, infatti, che la competenza finì a Perugia, competente territorialmente a giudicare i magistrati di Roma. Per la connessione tra i reati l’intero fascicolo approdò da Roma e Firenze nel capoluogo umbro. Le difese, che potranno presentare atti e memorie entro il 10 novembre prossimo, solleveranno di nuovo la questione presumibilmente (c’è già un pronunciamento della Cassazione che incardina la competenza a Perugia) per l’uscita di scena dal processo di Achille Toro, che ha patteggiato otto mesi di reclusione insieme al figlio Camillo.

Imputati e reati contestati Nel processo sono 18 gli imputati (piuù 11 società). Tra loro, l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, il costruttore romano Diego Anemone e il fratello Daniele, l’ex provveditore alle opere pubbliche Angelo Balducci, il suo successore Fabio De Santis, il funzionario pubblico Mauro Della Giovampaola, il commercialista Stefano Gazzani, l’ex commissario straordinario ai Mondiali di nuoto Claudio Rinaldi. Tra i reati contestati, associazione a delinquere, corruzione, corruzione in atti giudiziari, favoreggiamento. A rappresentare la pubblica accusa il sostituto procuratore Massimo Casucci, dopo il trasferimento ad altre sedi dei magistrati che avevano sviluppato il filone perugino dell’inchiesta Sergio Sottani, nel frattempo divenuto procuratore capo a Forlì, e Alessia Tavarnesi, oggi sostituto a Venezia.

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