L'avvocato Francesco Falcinelli

di En.Ber.

Non si è ancora capito perché Dario Galluccio avrebbe «ostacolato o turbato» le indagini sulla scomparsa di Sonia Marra. Chiesta stamani ai giudici della Corte d’assise di Perugia l’assoluzione per il finanziere sotto processo con l’accusa di favoreggiamento personale nei confronti di Umberto Bindella, contro il quale è stata sollecitata una condanna a 24 anni di reclusione. Gli avvocati Francesco Falcinelli e Francesco Loreti, diversamente dal pubblico ministero Giuseppe Petrazzini che vorrebbe condannato il sottufficiale a tre anni, vogliono l’assoluzione. Hanno spiegato che le iniziali ipotesi di occultamento di cadavere e favoreggiamento «non trovano alcun fondamento» ma, in ogni modo, la Procura ha già «circoscritto la contestazione» al solo favoreggiamento.

«Galluccio e Bindella hanno bevuto una birra» «La testimonianza resa da Galluccio ai carabinieri il 7 dicembre 2006 – è spiegato nella memoria difensiva – si connoterebbero per una presunta parziale inveridicità dell’affermazione del finanziere di aver trascorso la sera del 16 novembre 2006 (giorno della scomparsa di Sonia, ndr) dalle 21 alle 23 in compagnia di Bindella. Il magistrato si sforza di attribuire valenza accusatoria a questo profilo evidenziando che non sussisterebbe prova di questo appuntamento. Eppure non si comprende quale tipo di prova occorrerebbe per asseverare un comune incontro, finalizzato a bere una birra, tra due giovani conoscenti».

L’interrogatorio del finanziere al Comando Gdf Tre anni dopo quelle dichiarazioni Galluccio è stato nuovamente interrogato dai suoi colleghi. Spiega la difesa: «Il comportamento di Galluccio si caratterizza per un vistoso atteggiamento collaborativo funzionale a fornire agli inquirenti ampie informazioni. Prova ne è l’atteggiamento di fronte ai propri superiori gerarchici, Galluccio sembra pervaso dall’ansia di manifestare ogni suo ricordo e impressione anche se, talvolta, confusamente espressi». In più «la circolazione di notizie su giornali e tv ha certamente creato in Galluccio un’impropria sovrapposizione di elementi conoscitivi». In conclusione secondo Falcinelli e Loreti «la complessa attività di indagine non ha accertato né saputo fornire il movente delle contestazioni mosse a Galluccio» e l’imputato «deve essere assolto perché il fatto non sussiste».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.