Nel riquadro Leandro Porcacchia

di Francesca Marruco

«Per la procura si tratta di pizzo, per noi di intermediazione». E’ quanto sostiene l’avvocato Massimo Longarini che difende il direttore di Confcommercio di Terni Leandro Porcacchia, finito in carcere lunedì pomeriggio per estorsione. « La mia tesi è che non c’è stata alcuna estorsione. Potremo dire che il prezzo rivendicato da Unione servizi è alto, ma non c’è stata minaccia, tanto da dire che si è trattato di estorsione», ha precisato il legale.

E’ una consulenza da pagare Per la difesa del direttore di Confcommercio Terni, finito dietro le sbarre insieme al suo collaboratore Sergio Briganti, per aver, secondo la ricostruzione accusatoria, chiesto 100 mila euro a un ristoratore che voleva trasferire la sua attività da una parte all’altra della città, nel centro commerciale di Borgo Rivo, non c’è stato alcun reato. Per Longarini infatti, Porcacchia e Briganti, tramite Unione servizi, una società affiliata a Confcommercio, avrebbero fatto delle consulenze al ristoratore, per cui poi hanno chiesto di essere pagati. Nove mila euro già fatturati, e altri 40 mila, che sempre secondo il legale, sarebbero stati fatturati una volta pagato quanto dovuto. Per quel pagamento, l’uomo aveva preparato otto assegni in bianco con date posticipate di due mesi in due mesi.

Porcacchia non sapeva nulla dei 60 mila euro Il legale tiene anche a sottolineare che «a differenza di quello che si è detto, non è vero che Porcacchia è stato sorpreso mentre contava i soldi, la busta era chiusa dentro una borsa, la borsa ce l’aveva questo signore. Porcacchia ha detto di non essere a conoscenza del fatto che l’uomo aveva 60 mila euro». Forse, ipotizza il difensore, «quei 60 mila euro dovevano finire nelle mani del proprietario dell’immobile per cui si stava concretizzando un contratto di locazione con prelazione di vendita». Secondo gli investigatori, però, il proprietario del locale del centro commerciale Nuovo Tulipano non aveva mai avuto contatti personalmente con il ristoratore.

Unione servizi, cosa può fare? Inoltre, quanto alla questione consulenza, intermediazione o pizzo, la Unione servizi, può fare consulenza, come specifica il suo statuto, ma non intermediazione. Tanto meno quella immobiliare. Per cui inevitabilmente ricoprirebbe un ruolo predominante data la sua natura. E comunque dovrebbero esistere delle autorizzazioni che allo stato non ci sono. Diverse interpretazioni che riceveranno un primo vaglio nei prossimi giorni quando ci sarà l’udienza di convalida dell’arresto davanti ad un giudice.

Porcacchia e i cash Tuttavia la squadra mobile di Terni, diretta da Tommaso Niglio, che ha anche buttato giù una porta nella sede di Confcommercio per cogliere il ristoratore nel momento della consegna del denaro, in tre mesi di indagini ha raccolto materiale, intercettazioni telefoniche e ambientali che lasciano a loro parere pochi spazi al dubbio. In un incontro tra i tre spiato dai poliziotti, Porcacchia, rivolto a Briganti chiederebbe: «quanto gli avemo chiesto?» e poi si corregge dicendo: «quanto gli hanno chiesto?». Inizialmente, infatti, secondo la ricostruzione accusatoria, i due avrebbero fatto credere al ristoratore che li ha denunciati che i soldi sarebbero finiti in mano al proprietario dell’immobile in questione. Sarebbe stato registrato anche il momento in cui gli chiedono i contanti, 60 mila euro. Anzi i «cash» come avrebbe detto lo stesso Porcacchia mentre le cimici della polizia trasmettevano la sua voce.  Porcacchia e Briganti gli avrebbero anche consegnato un fogliettino in cui veniva riepilogata la somma da versare e come avrebbe dovuto pagarla.

Ora si cerca tra i documenti Gli uomini della mobile di Terni procederanno ora ad analizzare quanto sequestrato in Confcommercio, documenti e pc, quanto contenuto nella cassaforte di Porcacchia. Passando sotto la lente d’ingrandimento i suoi conti correnti. Per escludere che vi siano mai stati altri episodi del genere.

La nota di Confcommercio Dalla Confcommercio di Terni una nota ufficiale comunica che l’ente «seguirà le vicende giudiziarie del proprio direttore con la massima attenzione e premurandosi di acquisire notizie oggettive e puntuali nel merito. Agli associati sarà garantita, come sempre, la continuità nella rappresentanza sindacale e dei servizi. Vogliamo ricordare che saremo impegnati nel prossimo futuro nell’organizzazione di  alcune iniziative e manifestazioni di rilievo locale e nazionale su cui richiamiamo l’attenzione di tutti gli associati, dei media e dell’intera cittadinanza».

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2 replies on “Il legale di Porcacchia:«Non era pizzo, ma intermediazione». Ma spunta un’intercettazione in cui chiede: «Cash»”

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