Fausto Lamparelli, già questore di Perugia tra il 2023 e il 2024, si è insediato alla guida della questura di Napoli. Il dirigente di polizia, 63 anni, originario di Benevento, torna in Campania dopo aver ricoperto l’incarico di questore di Firenze dal 2024 al 2026. A Perugia era rimasto per quattordici mesi, nei quali aveva affrontato diverse questioni legate alla sicurezza, dall’emergenza Fentanyl alla gestione dell’ordine pubblico per il G7.
L’insediamento Nel corso della cerimonia a Napoli, Lamparelli ha illustrato le priorità del suo mandato. «Ho sempre pensato che Napoli sia un’università per un funzionario di polizia e penso che sia un’università anche per un questore», ha dichiarato. Tra gli obiettivi indicati figurano il controllo del territorio, il contrasto alla criminalità e la prevenzione della violenza sulle donne. «Qui non si può essere superficiali, Napoli non fa sconti», ha aggiunto.
L’esperienza a Perugia Il capoluogo umbro aveva rappresentato per Lamparelli il primo incarico da questore dopo l’esperienza al Servizio centrale operativo della polizia. Quattordici mesi caratterizzati dalla gestione dell’emergenza Fentanyl, dall’organizzazione dei servizi di sicurezza per il G7 e da tre appuntamenti elettorali. Particolare attenzione era stata dedicata al centro storico e a Fontivegge, oltre che al contrasto dei furti nelle abitazioni e dello spaccio di stupefacenti.
La violenza di genere Uno dei temi affrontati a Perugia era stato quello della violenza sulle donne, indicato anche tra le priorità del nuovo incarico. Nel corso della conferenza stampa di commiato, Lamparelli aveva riferito di aver firmato 54 ammonimenti dall’inizio del 2024, contro i 34 dell’intero 2023. Sul fronte dell’ordine pubblico aveva invece rivendicato la linea di fermezza nei confronti dei tifosi violenti, anche attraverso l’applicazione dei Daspo.
Il saluto Prima del trasferimento a Firenze, Lamparelli aveva ringraziato le istituzioni, la magistratura e le forze dell’ordine per la collaborazione ricevuta. «Qui sento di aver imparato molto», aveva dichiarato, sottolineando il valore dell’esperienza perugina nel proprio percorso professionale.
