Verrà interrogato a breve il ragazzino di 17 anni indagato dalla Procura per i minorenni con l’accusa di aver spinto, durante la notte tra il 25 e il 26 settembre, a Magione, un pizzaiolo di 32 anni tuttora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il reato che gli viene contestato è quello di lesioni personali. La persona offesa, soccorsa dal personale del 118 per le lesioni alla testa, secondo le indagini dei carabinieri è stata spinta ed è caduta rovinosamente a terra.
«Spingendolo fino a farlo cadere con la schiena per terra – si legge nel capo di imputazione provvisorio – gli cagionava lesioni personali da cui gli derivava una malattia consistita in ‘emorragia cerebrale’, refertata con prognosi riservata in attesa dell’evoluzione critica». Ad allertare il 118 – riferisce l’Arma – sono stati gli stessi giovani.
La famiglia «Nel recente passato ci sono stati precedenti tra la persona offesa, il giovane indagato e altri suoi amici o conoscenti – dichiara l’avvocato Emanuela Rondoni che assiste la famiglia del pizzaiolo -. È probabile che quegli episodi pregressi in qualche maniera abbiano inciso nella lite che poi è degenerata nella caduta del 32enne a terra. È evidente – prosegue il legale – la dinamica dei fatti sarà accertata dalle forze dell’ordine che nel corso delle indagini potrebbero avvalersi di un video registrato dalle telecamere del Comune di Magione. Da parte mia, che assisto la persona offesa e la sua famiglia in questo momento così drammatico, auspico una guarigione del ragazzo che purtroppo è ancora ricoverato in rianimazione in condizioni critiche».
La difesa «Nell’interesse del minore che assisto – scrive in una nota l’avvocato Giada Guanciarossa – ritengo necessario precisare che il procedimento si trova nella fase iniziale delle indagini e che, pertanto, non può essere presentata come accertata una ricostruzione dei fatti che è ancora oggetto di verifica da parte dell’Autorità giudiziaria. Alcune circostanze riportate dagli organi di informazione, anche con riferimento alla dinamica dell’accaduto, ai rapporti precedenti tra i ragazzi e ai comportamenti tenuti nell’immediatezza dei fatti, non corrispondono alla ricostruzione che emerge dagli elementi sino ad oggi acquisiti dalla difesa e sono fermamente contestate», replica a stretto giro l’avvocato Giada Guanciarossa. «Per rispetto dell’attività investigativa in corso e, soprattutto, delle particolari garanzie che l’ordinamento riconosce ai minorenni coinvolti in procedimenti penali, la difesa non intende alimentare un confronto mediatico né anticipare pubblicamente elementi che devono trovare la loro naturale sede nel procedimento. Tuttavia ciò non significa – prosegue – che possano essere lasciate senza precisazione ricostruzioni parziali o circostanze rappresentate all’opinione pubblica come definitivamente accertate, quando tali non sono. La difesa sta ricostruendo compiutamente l’accaduto e confida che nelle sedi competenti possano essere accertati con serenità tutti gli elementi della vicenda e l’effettivo ruolo avuto da ciascuno. Il ragazzo e la sua famiglia sono profondamente colpiti dalla gravità di quanto accaduto – dice Guanciarossa – ed esprimono sincera vicinanza alla persona ferita e ai suoi familiari, auspicandone il miglioramento delle condizioni. Proprio in considerazione della delicatezza della vicenda e della minore età del ragazzo, si richiama infine alla massima cautela nella diffusione di notizie e ricostruzioni che possano contribuire a una rappresentazione anticipata delle responsabilità, prima che i fatti siano stati accertati nelle sedi competenti».
