di C.F.
«Non è questa la risposta che il cittadino si attende dallo Stato di fronte a delitti così gravi e odiosi, auspico che la procura proponga istanza al Riesame contro il provvedimento di scarcerazione». Con queste parole che il legale della famiglia di Annarita Guerrini, l’avvocato Aurelio Pugliese, commenta la decisione del gip del tribunale di Spoleto che mercoledì pomeriggio ha disposto la scarcerazione e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a Fazli Ametovski, il diciannovenne che sabato sera ha investito e ucciso Annarita Guerrini, 60 anni, e ferito gravemente la cognata coetanea, prima di scappare lungo via Santocchia. I funerali della vittima sono stati celebrati giovedì nella chiesa di Santa Maria in Campis dove alcune centinaia di persone si sono strette intorno ai familiari della donna morta tragicamente.
L’auto che ha travolto le 2 donne: fotogallery
Pirata dell strada ai domiciliari Il gip ha convalidato l’arresto del giovane di nazionalità macedone risultato positivo alla cocaina, ma non ha accolto la richiesta della custodia cautelare in carcere formulata dal sostituto procuratore Gennaro Iannarone. In questo senso l’avvocato Pugliese scrive: «Non posso sottacere una certa amarezza per la decisione di applicare all’indagato (accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, ndr) la misura degli arresti domiciliari, anziché quella della custodia cautelare in carcere, come a mio avviso correttamente richiesto dal dottor Iannarone in virtù dell’attuale sussistenza del pericolo di reiterazione criminosa, pericolo di fuga e pericolo di inquinamento probatorio, che a mio giudizio avrebbero dovuto indurre alla più pregnante delle cautele, pesso applicata in relazione a reati contro il patrimonio, anche banali come i furti ma, a quanto pare, non in relazione a delitti contro la persona».
L’orrendo incidente Amitovsky sabato era al volante della Bmw, con lui in auto c’erano il fratello, la compagna di lui e il loro figlio di pochi mesi. Nei minuti seguiti all’impatto il giovane non ha fermato l’auto, raggiungendo l’abitazione in cui risiede nei paraggi per fa scendere la donna e il bimbo, a quel punto si è accorto col fratello di aver trascinato la sessantenne per tutto il tragitto, alcune centinaia di metri. Il fratello ha chiamato il 118 ma, ha riferito, per accelerare i tempi il corpo della donna è stato caricato in auto. Al momento di avviarsi per l’ospedale il diciannovenne ancora al volante è andato nella direzione opposta, mentre il fratello richiamava il 118 e riusciva a farlo fermare.
Avvocato Pugliese: «Procura proponga riesame» Alla luce degli eventi che hanno scandito i minuti successivi all’impatto di via Santocchia, l’avvocato Pugliese scrive: «Auspico che la procura della Repubblica di Spoleto proponga istanza di riesame contro questo provvedimento che ritengo troppo blando e non rispondente alle esigenze di giustizia del caso concreto». E poi: «Non è questa la risposta che il cittadino si attende dallo Stato in relazione a delitti così gravi ed odiosi e, nello specifico, dai contorni inquietanti e ancora poco chiari. Mi riferisco – scrive il legale – anche alle circostanze che l’indagato guidasse senza una valida patente e, a quanto pare, dopo aver assunto sostanze stupefacenti».
Anm: «Preoccupati da attacchi delegittimanti» Nella mattinata la giunta dell’Anm (associazione nazionale magistrati) si è detta «preoccupata dagli attacchi delegittimanti verso l’operato dei magistrati, le facili semplificazioni dei casi giudiziari sui mass media e l’improprio utilizzo dei social network» in relazione alla remissione in libertà di un cittadino straniero sottoposto a fermo e accusato di aver provocato la morte di un anziano scippato in via della Pallotta a Perugia «a cui l’informazione locale ha dato ampio risalto». Nella nota si legge: «Le facili semplificazioni dei casi giudiziari che si leggono sui mass media amplificati dall’improprio utilizzo dei social network, se possono servire a dare voce a chi con toni spesso comprensibilmente accorati reclama giustizia per un grave delitto di cui è stato vittima, sono e rimangono ben lontane dall’esauriente descrizione dell’estrema delicatezza e complessità della funzione cui è chiamato il magistrato nell’accertare la responsabilità per un reato di rilevante gravità».
Twitter @chilodice

…la Procura che fa istanza di “riesame”?….la vedo difficile!!
(spero non l’abbia scritto veramente l’avvocato, ma sia un mero errore dei giornalisti)
Fatemi capire, anzi pretendo un chiarimento. Una persona 19enne, positivo alla droga, pirata della strada, omicidio colposo e con omissione di soccorso….si trova dopo 72h dall’accaduto già fuori dal carcere?!?!
QUesta è una offesa e un insulto al senso civico e civile di questa società di cui ne faccio parte, semplice cittadino italiano.
Provo immenso disgusto in merito a questa vergnosa scarcerazione….