di Ivano Porfiri
Niente di fatto. Non c’è traccia di Marco Aliprandi, il 32enne di Lissone (Monza). Per tutto il giorno i cani da valanga hanno scandagliato i dintorni dell’abitazione di Castelguelfo senza esito. Intanto per mercoledì è atteso l’arrivo del padre dalla Brianza.
Le ricerche Hanno scandagliato con le sonde, mentre i cani cercavano un segnale olfattivo della presenza di Marco Aliprandi, il ragazzo di 32 anni di Lissone scomparso da giovedì scorso. Gli uomini del Soccorso alpino e speleologico, il soccorso alpino della guardia di finanza, i carabinieri, la protezione civile, i vigili del fuoco e la forestale. Tutti a scavare intorno al casolare nella neve, altissima, di Castelguelfo, piccolissima frazione tra al confine tra Umbria e Marche. La squadra di soccorso ha raggiunto il luogo, distante oltre un chilometro dalla strada battuta dai mezzi spazzaneve, utilizzando sci da sci alpinismo e ciaspole: la quantità di neve, infatti, non permette di percorrere questo tratto senza attrezzatura.
La coperta nella neve I cani da valanga hanno portato i loro conduttori a una coperta, trovata all’esterno del casolare di proprietà dei genitori di Marco (non della zia come si era saputo in precedenza). Sempre all’esterno trovato uno spazzolino da denti ancora chiuso nella sua confezione, ma a quanto pare si tratta di uno spazzolino da bambini. Dentro, invece, il borsone vuoto e nessun segno di una permanenza anche solo di qualche ora (niente immondizia né tracce di un fuoco acceso). Unico indizio del passaggio di Marco, oltre al borsone, l’interruttore della corrente attaccato.
Il giallo si infittisce Secondo quanto ricostruito, Marco era in villeggiatura a Città di Castello. Da qui ha deciso, comunicandolo ai genitori, di voler andare alla casa di famiglia di Castelguelfo, forse per trascorrervi un periodo. Il ragazzo era, infatti, momentaneamente senza lavoro e un po’ giù di morale. Da Città di Castello, quindi, giovedì Marco arriva a Pietralunga e quindi a Castelguelfo. Gli inquirenti hanno chiesto alla madre quali effetti personali avesse con sé, oltre al borsone. Pare che il 32enne avesse uno zainetto nero, che però non è stato ritrovato. Il che potrebbe indurre a un qualche ottimismo.
Arrivano i genitori Le indagini, in capo ai carabinieri di Città di Castello, per il momento però sembrano non avere altri appigli. Il cellulare risulta staccato, nessun altro testimone dice di aver visto Marco eccezion fatta per chi lo ha visto camminare verso il casolare e chi nel casolare ha visto la luce accesa, giovedì sera. Mercoledì in Umbria dovrebbe arrivare il padre o entrambi i genitori. Tutti covano la speranza di ritrovare Marco, magari rifugiatosi da qualche parte per sfuggire alla tormenta di neve. Intanto resta l’appello degli inquirenti: chiunque avesse notizie di Marco può contattare i carabinieri della stazione di Pietralunga (tel.075/9460013) o della compagnia Città di Castello (tel.075/862781).


