di C.F.
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La giunta regionale ha dato manto ai propri legali di costituirsi in giudizio nell’ambito del ricorso per Cassazione promosso dal Comune di Spoleto, ma anche nella richiesta di revocazione della sentenza depositata al Consiglio di Stato, a seguito dell’annullamento del Piano regolatore generale. La decisione è stata deliberata durante la seduta di lunedì, mentre la prima commissione consiliare approvava a maggioranza la manovra finanziaria, il bilancio e il collegato, atto in cui palazzo Donini ha inserito l’interpretazione autentica della legge 31 del 1997 contestata dai giudici.
Conseguenze annullamento Prg L’intervento sanante delle istituzioni, dunque, continua a correre su due binari nel tentativo di risolvere positivamente una partita cruciale che a Spoleto ha già causato lo stop delle concessioni edilizie non autorizzate, la chiusura di alcuni cantieri e la sospensione del pagamento delle cartelle Equitalia relative a Ici e Imu dovute per i terreni resi edificabili dallo strumento urbanistico bocciato prima dal Tar dell’Umbria e poi dal Consiglio di Stato. In attesa che la richiesta di revocazione della sentenza approdi davanti ai giudici del Consiglio di Stato e che il ricorso presentato in Cassazione per eccesso di giurisdizione facciano il proprio corso, l’iter tecnico avviato tre settimane fa prosegue.
Iter sanante Martedì mattina i tre documenti approvati dalla prima commissione approderanno in consiglio regionale per la discussione del caso, mentre la votazione è attesa per mercoledì pomeriggio. Concluso l’iter a Perugia, la palla tornerà al municipio di Spoleto che dovrà procedere alla riapprovazione del Prg convocando con urgenza la terza commissione e il consiglio comunale, le cui funzioni ordinarie saranno congelate a partire dal 10 aprile.
