di Enzo Beretta
La Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari per l’avvocato folignate Stefano Menicacci, 91 anni, accusato insieme a Domenico Romeo di false informazioni a pubblico ministero aggravate dall’aver mentito in un procedimento per strage.
La carriera politica Ex deputato missino, venne eletto alla Camera nel 1968 nella circoscrizione dell’Umbria, successivamente rieletto nel 1972 e nel 1976. La sua esperienza parlamentare terminò nel 1979 quando aveva già fatto parte di sei commissioni, una commissione speciale, la giunta provvisoria delle elezioni e la giunta permanente delle elezioni.
Le inchieste Il nome dell’avvocato umbro entra ed esce da decenni nelle inchieste di alcune Procure d’Italia. Menicacci, difensore storico dell’eversore nero Stefano Delle Chiaie, venne tra l’altro indagato nell’inchiesta sui cosiddetti Sistemi Criminali della Procura di Palermo, poi archiviata nel 2001, su un presunto golpe che avrebbe visto protagonisti negli anni Novanta, in un tentativo di destabilizzazione del Paese, Cosa nostra, massoneria deviata, pezzi di Stato ed eversione nera.
«Osservatorio» L’inchiesta che lo vede oggi coinvolto nasce da intercettazioni che avrebbero rivelato un progetto ispirato dall’ideologia fascista (gli interlocutori si definiscono fascisti) di costituzione di un «Osservatorio» delle attività della magistratura, del quale dovrebbero fare parte anche componenti occulti, per colpire alcuni magistrati «non graditi». Il progetto secondo gli interlocutori intercettati sarebbe attivo.
Telefonate Il presunto progetto contro alcuni magistrati, scoperto dalla Dda di Caltanissetta e che oggi ha portato, come detto, all’arresto dell’anziano avvocato folignate – si legge nel comunicato della Procura – prevedeva la richiesta di appoggio «di altissimi livelli del potere Esecutivo e di altri avallo che gli associati affermano, nei loro colloqui, di avere già ottenuto». I pm hanno altresì precisato che non ci sono esponenti delle Istituzioni indagati. L’inchiesta nasce nell’ambito degli accertamenti su presunti interessi dell’eversione nera nella realizzazione della strage di Capaci. «L’indagine – ha affermato il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca – nasce nell’alveo delle indagini per le stragi del ’92 nel corso delle quali sono state intercettate delle conversazioni tra Stefano Menicacci con Romeo Domenico e con la moglie di Stefano Delle Chiaie nonché con lo stesso Adriano Tilgher durante le quali Menicacci invitava i suoi interlocutori a negare che Delle Chiaie fosse stato in Sicilia nel periodo vicino alle stragi del ’92».
Antimafia «La commissione Antimafia promuova al più presto una audizione dei magistrati della Dia di Caltanissetta – chiedono i parlamentari Pd della commissione Antimafia, Verini, Serracchiani, Rando, Orlando, Provenzano, Valente, Mirabelli e Barbagallo -. L’inchiesta riguarda aspetti inquietanti anche relativamente a monitoraggi e iniziative contro magistrati ritenuti ‘scomodi’, a connessioni e legami con associazioni segrete e terrorismo nero, mafia e ‘Ndrangheta. Per questo va sostenuta l’azione della magistratura ed è necessario che la Presidente Colosimo attivi subito l’audizione e che anche il ministro Nordio riferisca al Parlamento».
