di Chiara Fabrizi
Un 17enne di Umbertide (Perugia) è stato arrestato con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltreché per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Il ragazzo, che nelle prossime ore sarà trasferito all’Istituto penale minorile di Firenze, era già stato iscritto nel registro degli indagati e la sua abitazione di Umbertide era stata già perquisita nel luglio scorso dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale. Gli stessi militari sono impegnati dalle prime luci dell’alba in una nuova perquisizione dell’abitazione di Umbertide in cui il minorenne, che ha da poco compiuto 17 anni, vive con la famiglia. Altre perquisizioni sono in corso a Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo, a carico di altri minorenni indagati.
Originario della provincia di Pescara, l’adolescente è stato preso all’alba nell’ambito dell’operazione “Hate”, ossia “Odio”, coordinata dalla Procura per i minori di L’Aquila che, nel corso delle indagini, ha portato al sequestro di documenti utili alla fabbricazioni di armi e all’impiego di sostanze sia chimiche che batteriologiche. Secondo gli inquirenti il gruppo di minorenni, gli indagati sono complessivamente otto, glorificava le azioni dei “mass shooters”, vale a dire autori di stragi con un elevato numero di vittime. Tra questi Anders Behring Breivik che nel novembre 2011 ha compiuto il massacro di Oslo e Utoya, uccidendo 77 persone, tra cui moltissimi giovani. Ed è in questo quadro che, secondo gli investigatori, sarebbe anche emerso l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine high school (20 aprile 1999), a cui sarebbe dovuto seguire il suicidio degli autori.

Tutti i minori coinvolti sono risultati integrati in quello che viene definito «un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista». Gli adolescenti, quindi, sono stati considerati dagli inquirenti «particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo».
In particolare, viene contestato il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra i documenti sequestrati manuali di sostanze sia chimiche che batteriologiche pericolose e vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali. Il giovanissimo aveva anche acquisito informazioni per la fabbricazione di armi con tecnologia 3D e per la preparazione del perossido di acetone (Tatp), ossia la sostanza impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”.
Il 17enne aveva contatti col gruppo Telegram “Werwolf Division” che propaganda contenuti legati alla superiorità della “razza ariana”, nonché sulla costante glorificazione di mass shooters. Oltre a Breivik sarebbe stato elevato a “santo” anche Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo 2019.
