di Fra. Mar.

Era stato condannato per violenza sessuale nei confronti di una minorenne costretta a prostituirsi. E adesso, il vigile urbano di Perugia, ha ricevuto anche un atto di citazione dalla Corte dei Conti che gli contesta un danno all’immagine di 30 mila euro. L’udienza si è tenuta mercoledì mattina.

Accusa L’uomo, secondo l’accusa, si era recato in un appartamento durante il servizio e aveva fatto sesso con la minorenne, ignorando la richiesta di aiuto che la ragazzina gli avrebbe fatto. O almeno questo diceva l’accusa e i giudici che lo hanno condannato. Lui invece ha sempre sostenuto che la ragazzina lo aveva confuso con qualcun altro.

Il rifiuto Il rifiuto del poliziotto di prestare soccorso alla ragazzina che gli aveva detto di essere stata reclusa in quella casa e costretta a prostituirsi, è, secondo la giustizia contabile dell’Umbria «inaccettabile e indecoroso», anche perché, avrebbe motivato il suo disinteresse «per l’avvenuto versamento della contropartita di denaro, condita dalla minaccia di riferire tutto alla titolare della casa di appuntamenti».

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