di Francesca Marruco
E’ stata rinviata a giudizio per «non aver vigilato adeguatamente» sulla figlia che allora aveva 11 anni, «consentendo le frequentazioni tra la minorenne» e lo zio, consentendo addirittura a lui «coabitante nella sua abitazione, di dormire insieme alla figlia minore nella medesima camera nell’unico letto matrimoniale ivi presente, in tal modo non impedendo la realizzazione di plurimi atti di congiunzione carnale con la minore».
Accusa Il capo d’imputazione che il sostituto procuratore Gemma Miliani ha messo nero su bianco nei confronti di una madre di origine africana fa venire i brividi. E la donna, assistita dall’avvocato Barbara Romoli, è stata rinviata a giudizio martedì mattina dal gup Lidia Brutti. Il processo per lei inizierà il 27 ottobre del 2015. Insieme alla donna è stato rinviato a giudizio ovviamente anche l’autore delle violenze sessuali messe in atto nei confronti della minore: lo zio trentenne all’epoca dei fatti.
Arresto L’uomo era stato arrestato nel 2013 dopo che la ragazzina, aveva raccontato di quei rapporti sessuali che aveva avuto con lo zio. A far emergere tutta la storia era stata una segnalazione della scuola: la minore aveva atteggiamenti sessuali troppo espliciti. Troppo strano per non destare sospetto. E allora il padre le chiese cosa fosse accaduto: e lei le disse di essere innamorata di quello zio di quasi vent’anni più grande di lei che l’aveva indotta ad avere dei rapporti sessuali con lui.
Gli altri uomini Dopo l’arresto la minorenne venne nuovamente sentita e aggiunse orrore all’orrore: non solo con lo zio, la minore aveva avuto rapporti anche con due amici di lui, anche dopo essere stati in chiesa. Per loro, uno venne arrestato ai domiciliari nell’ottobre del 2013, la procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. La ragazzina, che si è costituita parte civile con l’avvocato Alessandro Ciglioni, sentita in incidente probatorio, ha più volte detto di essere stata consenziente, ma è evidente che a undici anni, una bambina nonpuò essere consapevole di quello che sta succedendo e in Italia è ovviamente reato di violenza sessuale.
