L'incontro con gli studenti cinesi (Foto F. Troccoli)

di Ivano Porfiri

A vederli tutti insieme fa impressione: 630 ragazze e ragazzi cinesi di 20 anni raccolti in due aule della Palazzina Valitutti dell’Università per stranieri per ricevere il benvenuto a Perugia. Sono qui per trascorrere gli 8 mesi previsti dai programmi ‘Marco Polo’ e Turandot’, impareranno l’italiano e la cultura del nostro paese. Ma, appena arrivati -ahinoi -si sono trovati ad affrontare anche il lato peggiore della nostra società.

IL BENVENUTO AI 630 STUDENTI

La denuncia Il primo ad alzare la voce sulla raffica di furti che ha colpito i giovani cinesi è stato il direttore della Stranieri, Cristiano Nicoletti. Un appello accorato, raccolto da Umbria24 in un video, in cui chiede alla città di non farsi del male da sola: ognuno dei ragazzi ha un megafono nei social in cui una parola in positivo o in negativo diventa un fiume a migliaia di chilometri di distanza. Poi è arrivata la testimonianza di Serena, una delle tutor che sono a stretto contatto con i ragazzi: «Da qualche mese Perugia è insicura», dice.

VIDEOINTERVISTA A NICOLETTI

Il messaggio Per stringersi ai ragazzi, stare loro vicino e rassicurarli, al benvenuto hanno partecipato, oltre al rettore Giovanni Paciullo e a rappresentanti dell’Ambasciata di Cina (venerdì sarà a Perugia l’ambasciatore in persona per incontrarli), il sindaco Andrea Romizi e i vertici provinciali di polizia e carabinieri. Tutti, a partire dal Magnifico trasmettono lo stesso messaggio: «Vi siamo vicino e siamo pronti a risolvere i vostri problemi».

Il rettore: «Fare qualcosa» «Il problema c’è – afferma Paciullo – è inutile negarlo e viene amplificato dai social con cui questi ragazzi si scambiano velocissimamente messaggi, Noi siamo grati alle forze dell’ordine per quello che fanno e non possiamo pretendere che la città sia presidiata in ogni angolo. E, comunque, non basterebbe. Perciò abbiamo chiesto alla città più consapevolezza, il recupero di alcune sua aree, specie quelle vicine all’università, arricchendole magari con impianti di videosorveglianza. So che non si possono risolvere i problemi in un battito di ciglia, ma qualcosa va fatto immediatamente».

Lo studentato Il rettore auspica anche spazi dedicati agli studenti. «Uno studentato sarebbe l’ideale, stiamo parlando con l’Adisu (che non può al momento ospitare gli studenti cinesi perché non rientrano nel bacino degli aventi diritto ai servizi). La palazzina di ex Senologia, qui vicino via XIV Settembre, potrebbe essere destinata a loro dopo che verrà ristrutturata».

Romizi: «Recupero urbano» Il sindaco Romizi (popolarissimo tra gli studenti cinesi tanto che c’è la fila per fare un selfie) raccoglie le richieste e invita «tutti i soggetti, dalle università alle istituzioni a ripensare al loro ruolo nella città in modo integrato: razionalizziamo, ottimizziamo gli spazi per ospitare chi viene da lontano per studiare e arricchisce Perugia». Sulla richiesta di telecamere: «Non vanno prese iniziative improvvisate – afferma il sindaco – va fatto tutto con programmazione. C’è un progetto di recupero di piazza Grimana e già quello, con un decoro maggiore e più punti luce, renderà la zona più sicura. In quel contesto si potranno mettere anche le telecamere».

Controlli serrati Ma è dalle forze dell’ordine che viene la risposta più immediata alle richieste. «Abbiamo effettuato una mappatura delle abitazioni di questi studenti – spiega il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Cosimo Fiore -. Pattuglieremo in modo più intensificato le aree dove si concentrano, ovvero Monteluce, piazza Grimana e aree limitrofe. verranno anche promossi incontri con gli studenti per renderli più consapevoli delle misure di sicurezza minima che ognuno può adottare».

Incontri questore-prefetto Anche il questore vicario, Paolo Sirna, conferma «un impegno rafforzato per dare sicurezza: il questore e il prefetto si sono sentiti sul tema e non escludo un apposito tavolo con tutti i soggetti della sicurezza. Va anche detto che questi ragazzi arrivano un po’ sprovveduti, espongono oggetti tecnologici e denaro con molta facilità e per questo vanno resi consapevoli e in qualche modo educati a difendersi dai potenziali pericoli. Stiamo anche lavorando sulle abitazioni dove prendono alloggio, in molti casi appartamenti dove in passato hanno vissuto molte persone e di cui circolano troppe chiavi».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.