di Ivano Porfiri
«Qua di notte, ma anche di giorno, è un porto di mare». Sono gli addetti della stazione di Sant’Anna i meno sorpresi del fatto che un ragazzo di appena 30 anni sia stato trovato senza vita, martedì mattina, all’interno di uno dei bagni della stazione di Sant’Anna. Ad ucciderlo, quasi certamente, una dose di droga.
Porta chiusa Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata l’addetta delle pulizie. «Ho provato ad aprire la porta di uno dei bagni delle donne – racconta a Umbria24 – ma era chiusa dall’interno». Erano circa le 6 (la stazione apre alle 5). «Abbiamo preso una scala per vedere dalla finestrella in alto – aggiunge uno dei responsabili dello scalo perugino – e allora abbiamo visto un ragazzo in ginocchio, riverso sui servizi igienici. A quel punto abbiamo chiamato il 112 e il 118».
FOTOGALLERY: OVERDOSE NEI BAGNI
Overdose Sul posto sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza. Quindi i vigili del fuoco, che hanno scardinato la porta. Poco dopo il medico legale, poiché ai sanitari intervenuti non è rimasto che constatare il decesso. Dai documenti è emerso che si trattava di N.D.A., un ragazzo del 1985 residente a Todi. Accanto a lui inequivocabili gli elementi per configurare una morte per overdose.
«Qui succede di tutto» Come faceva il giovane a trovarsi nel bagno se la stazione di notte è chiusa? «Si vede che non conosce la stazione – spiega uno degli addetti. Qui è un porto di mare, succede di tutto. Di notte è facile scavalcare le recinzioni, entrano e vanno nei bagni o, come è accaduto spesso, danneggiano la stazione o il bar per rubare. Di giorno, poi, non è che sia meglio. Avevamo appena riaperto la sala d’aspetto, che è rimasta chiusa per 15 giorni, dopo che una persona si era ubriacata e ha preso a inveire. Si ritrovano qui e fanno festini». Possibile che non si riesca a intervenire? «Ci vorrebbe un carabiniere fisso, ma non è possibile. Purtroppo la realtà è questa e capita anche che si venga a morire qui di notte, una fine davvero triste».
