Il sangue di fronte alla farmacia Lemmi (foto Umbria24)

di Chiara Fabrizi

Torna libero il cuoco che ha accoltellato il ristoratore di corso Vannucci al volto e alla mano. Il quarantaquattrenne è comparso venerdì mattina davanti al giudice del tribunale di Perugia, che ha convalidato l’arresto e concesso la misura dell’obbligo di firma per tre volte alla settimana. «Sono mortificato» ha detto in aula il dipendente del locale del centro storico, difeso dall’avvocato Gaetano Figoli.

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Coltellate in cucina, cuoco torna libero Il cuoco marocchino è accusato di lesioni gravissime aggravate dall’uso del coltello, lo stesso con cui stava tagliando la carne in cucina prima di avventarsi contro il suo datore di lavoro e finire in manette poco dopo. All’origine della lite «c’è – dice il suo legale – il mancato rinnovo del contratto che i proprietari dell’attività aperta da pochi mesi gli avevano annunciato, peraltro a conclusione di un rapporto di lavoro che, seppur breve, era stato segnato da diverse discussioni». Il quarantaquattrenne «vive in Italia da 17 anni, è sposato, ha due figli e tutti sono perfettamente integrati», sostiene l’avvocato, affermando di essere stato contattato telefonicamente dal suo assistito «pochi minuti dopo l’aggressione, quando era ancora all’interno del ristorante».

«Sono mortificato, mi scuso» Il cuoco era «convinto – va avanti Figoli – di aver ucciso il proprietario del ristorante», ma fortunatamente la vittima è fuori pericolo, anche se le ferite riportate sono gravi. «Sono mortificato, mi dispiace moltissimo e sono consapevole della gravità del mio gesto» ha detto il quarantaquattrenne al giudice, spiegando il contesto in cui è maturata l’ingiustificabile e violenta aggressione. Il lavoratore è coinvolto «in altri procedimenti penali, in cui è sia imputato che parte offesa, scaturiti sempre da litigi coi propri datori di lavoro, ma al momento non ha riportato nessuna condanna», spiega Figoli, che valuterà nei prossimi giorni se chiedere il rito abbreviato.

@chilodice

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