La polizia a Fontivegge (foto F.Troccoli)

di En.Ber.

Mille chilometri in auto e poi il rimpatrio in aereo. Questo l’ultimo viaggio dall’Italia per due fratelli tunisini di 26 e 31 anni responsabili di aver tentato di uccidere a novembre nel quartiere di Fontivegge un connazionale a colpi di bottiglia e di taglierino. All’uscita del carcere gli stranieri sono stati affidati agli agenti dell’ufficio immigrazione e rimpatriati. Non erano disponibili, nell’immediatezza, voli per tornare in Tunisia e perciò la polizia li ha scortati fino ad un aeroporto del Sud Italia dopo un breve soggiorno nel Cie. Secondo quanto ricostruito durante le indagini gli stranieri la sera del 7 novembre nei pressi della stazione avevano «selvaggiamente aggredito» un connazionale che passeggiava in compagnia della moglie. Tutto sarebbe nato da apprezzamenti verso la ragazza. Il poveretto – è stato spiegato – era «ridotto in fin di vita». In quella circostanza, dopo la chiamata al numero d’emergenza 113, erano finiti all’ospedale anche i poliziotti intervenuti per arrestare i fratelli, scarcerati ed espulsi dopo il patteggiamento.

Twitter @enzoberetta83

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.