di Enzo Beretta
La Corte d’appello di Perugia ha ridotto da 12 anni e mezzo a tre anni e mezzo la condanna inflitta a un 60enne albanese finito sotto processo con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di tre persone a Ponte Felcino. In secondo grado il titolo di reato è stato riqualificato in violenza privata. I fatti risalgono all’ottobre 2022 quando l’uomo «ha provato ripetutamente a investire con la sua Mercedes Classe A» l’ex compagna – ricostruisce la Procura di Perugia – la figlia e il fidanzato della giovane. L’imputato, difeso dall’avvocato Gianfranco Giubilei, veniva ritenuto responsabile anche del reato di stalking nei confronti dell’ex fidanzata.
Parola alla difesa Giubilei, che aveva da subito definito «sproporzionata» la pena inflitta al suo cliente nel giudizio di primo grado – quasi raddoppiata rispetto alla richiesta di sette anni e quattro mesi – annuncia comunque ricorso in Cassazione. Stando a quanto si legge negli atti giudiziari della Procura l’imputato «ha compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco a provocare la morte dei tre tentando ripetutamente di investirli con la Classe A». «In particolare – si legge nella richiesta di giudizio immediato – dopo aver molestato l’ex compagna appostandosi sotto la sua abitazione era stato fermato dal ‘genero’ che gli aveva intimato di lasciarla in pace. A seguito di un acceso diverbio fingeva di allontanarsi – è l’accusa – ma poi ingranava la retromarcia e si dirigeva a grande velocità verso i tre, cercando di investirli, non riuscendovi in quanto l’uomo ha urlato alle donne di spostarsi riuscendo a salire sul marciapiedi per sottrarsi all’investimento».
