di Fra.Mar.
Un Tan 280 % e un Taeg, «al netto degli interessi di mora», del 2.274,37 %. Un tasso usuraio stellare che una 40enne perugina, consulente aziendale di una Srl, aveva applicato ad un ristoratore di Trevi a cui aveva prestato 18 mila euro. A portarlo alla luce i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria di Perugia che da poco hanno chiuso le indagini sulla donna a cui il ristoratore si era rivolto quando non riusciva più a pagare le spese altissime che la donna continuava a reclamare.
Le spese Si perché, oltre al pagamento iniziale per le spese di istruttoria e di commissione la signora avrebbe chiesto altri soldi per le spese di viaggio, ma soprattutto 27.000 euro «da corrispondersi in tre rate mensili di 9.000 euro cadauna». Inoltre il ristoratore ha«rilasciato a causa del ritardato pagamento della terza rata» tre cambiali, e fortunatamente si è rifiutato di firmarne altre cinque in bianco.
18 mila euro Il ristoratore prese i 18 mila euro nel novembre del 2011, ma l’indagata, «in proprio e successivamente quale legale rappresentante della società (Omissis) con sede in Perugia, a fronte dell’erogazione del prestito si è fatta dare, per sé o per altri, interessi usurari».
Quanti soldi L’uomo, nel tempo, ha versato un sacco di soldi: due mila euro come «pagamento iniziale per spese di istruttoria e di commissione; 1.000 euro di «spese accessorie di viaggio»; 27.000 euro «da corrispondersi in tre rate mensili di 9.000». Le cambiali per il «ritardato pagamento della terza rata»: 2.000 con scadenza maggio 2012, altri 2.000 con scadenza giugno 2012, altri mille con scadenza luglio 2012. La donna «pretendeva dalla persona offesa il rilascio di cinque cambiali firmate in bianco dell’importo di 1.000 euro cadauna».
Aggravante Nell’avviso di conclusione delle indagini, il pm Mario Formisano, che ha coordinato le indagini del colonnello Giovanni Mele, scrive: «Considerata globalmente l’operazione di finanziamento l’indagata pretendeva un Tasso annuale nominale pari al 280 % e un Tasso annuo effettivo globale, al netto degli interessi di mora, pari al 2.274,37 %». La donna è accusata di usura, con l’aggravate di aver «commesso in danno di soggetto esercente l’attività imprenditoriale, in quanto titolare di un’attività nel campo della ristorazione».
