di Enzo Beretta
La Corte d’appello di Perugia ha condannato a un anno di reclusione per omicidio colposo Patrizio Sabatini, 63 anni, il medico di base che rilasciò il certificato anamnestico utile al rilascio del porto d’armi ad Andrea Zampi, l’imprenditore suicida responsabile della strage del Broletto avvenuta il 6 marzo 2013 in cui vennero assassinate negli uffici della Regione Umbria le impiegate Daniela Crispolti e Margherita Peccati. Zampi, malato di mente, non doveva avere quella pistola detenuta però in virtù di un porto d’armi rilasciato sette mesi prima dalla questura di Perugia. Negli uffici pubblici pendeva un procedimento inerente i finanziamenti per la scuola di cucito della famiglia Zampi. I giudici d’appello – Pierucci, Falfari e Battistacci – condannando Sabatini hanno ribaltato la sentenza con rito abbreviato emessa dal gup Luca Semeraro, confermando in ogni modo l’assoluzione alla dirigente della questura Giuseppa Alessi. Dunque, se per Sabatini è stata accolta la richiesta di condanna a un anno avanzata dal sostituto procuratore generale Giuliano Mignini, per la coimputata è stata confermata la formula «per non aver commesso il fatto». Sabatini è il primo condannato di una strage definita «senza colpevoli». Ora però, considerato che la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di proscioglimento di un dirigente della questura e di un funzionario amministrativo il fascicolo torna dinanzi al giudice per l’udienza preliminare di Perugia. L’udienza è in programma a novembre.
Le dichiarazioni dell’avvocato Franco Libori Spiega il difensore di Sabatini, Franco Libori: «In attesa di leggere le motivazioni ritengo incondivisibile il principio dell’ammissibilità del concorso colposo nel delitto doloso di terzi, correttamente escluso dal giudice di primo grado». Libori annuncia il ricorso per Cassazione e «considerata l’importanza del principio chiederò che il procedimento venga trattato dalle Sezioni Unite». Nessuna dichiarazione, invece, da parte dell’avvocato Marco Angelini che difendeva Giuseppa Alessi.
