Volevano rubare 300 metri di cavi di rame dell’illuminazione elettrica a San Sisto. Due giovani rumeni sono stati arrestati dalla polizia mentre erano al lavoro con cacciavite e tenaglie.
Segnali con le torce E’ successo lunedì notte quando una chiamata al 113 ha segnalato la presenza di due individui sospetti che comunicavano tra loro a distanza con i segnali luminosi delle torce in via Albinoni, zona San Sisto. Giunti sul posto, gli agenti hanno visto due giovani vestiti di scuro che, alla vista delle pattuglie, hanno gettato degli oggetti dietro una siepe, che poi sono risultati essere un cacciavite e una tenaglia sporchi di terra.
Pozzetti aperti Perlustrando le zone limitrofe, i poliziotti si sono subito accorti della manomissione di numerosi pozzetti di ispezione dell’illuminazione pubblica lungo la via, con i coperchi aperti ed i cavi della “messa a terra” per una lunghezza complessiva di oltre trecento metri, completamente fuori sede e in parte tagliati come per essere sfilati ed asportati.
Numerosi precedenti I due fermati, M.T.A. rumeno di 27 anni e M.V. connazionale 26enne, presentavano evidenti tracce di terra sia sulle mani che addosso agli abiti. Date le circostanze, sono stati entrambi condotti negli uffici della questura per gli accertamenti, dai quali sono emersi i precedenti penali a carico dei due stranieri, per reati contro il patrimonio, rissa, e possesso ingiustificato di armi. Dopo gli adempimenti identificativi sono stati quindi tratti in arresto per il reato di tentato furto aggravato in concorso.
Altro arresto Un altro rumeno CnN. di 36 anni residente a Olmo è stato accompagnato in carcere dalla divisione anticrimine della questura. Lo straniero era stato arrestato a San Benedetto del Tronto nel settembre scorso e, dopo un periodo di detenzione in carcere, aveva ottenuto il beneficio dell’Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte la settimana. Nell’ultimo periodo non aveva più rispettato tale obbligo, “dimenticando“ di andare in questura per la firma. Pertanto l’Anticrimine ha richiesto all’autorità giudiziaria e ottenuto il ripristino della custodia cautelare in carcere.

