di Francesca Marruco
Arresti domiciliari. E’ questa la misura cautelare notificata lunedì mattina all’avvocato Sabrina Scaroni del foro di Perugia. L’avvocato 49enne era indagata perché, secondo le risultanze investigative, avrebbe falsificato moltissimi modelli F23 per il pagamento delle imposte, causando un danno all’erario di circa 300 mila euro.
Accuse L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Michele Adragna e portata avanti da Carabinieri e Guardia di Finanza della sezione di polizia giudiziaria della procura della Repubblica di Perugia, era scattata in seguita ad una denuncia contro ignoti presentata dal titolare dello studio legale in cui la professionista lavorava. L’avvocatessa è accusata a vario titolo di truffa aggravata e continuata, falso materiale commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici, infedele patrocinio e varie ipotesi di appropriazione indebita.
Gli esposti Nello scorso mese di dicembre tre diversi esposti erano stati presentati rispettivamente dai direttori dell’agenzia dell’entrate delle province di Perugia e Terni e da funzionari della Unicredit banca di Perugia. Era stato in particolare l’istituto bancario, che si era affidato allo studio legale per la gestione dei crediti di pratiche immobiliari, ad avere i primi dubbi. Si è capito che qualcosa non andava quando sui modelli F23 risultavano delle somme, che però non erano quelle effettivamente versate.
Perquisizioni Per questo un paio di settimane fa, lo studio legale e l’abitazione dell’indagata erano stati perquisiti dagli uomini del tenente colonnello Mele e del luogotenente Di Luca ed erano scattati una serie di interrogatori, acquisizioni ed accertamenti incrociati che, stante la gravità del quadro indiziario emerso, il pericolo di reiterazione del reato, la necessità di proseguire nelle indagini per verificare l’eventuale concorso nel reato di terze persone, hanno indotto la procura ad inoltrare al gip Carla Giangamboni la richiesta di applicazione di misura cautelare.
Sequestrati conti Per questo, al momento delle perquisizioni, la polizia giudiziaria aveva eseguito il sequestro preventivo di tutti i beni e dei conti correnti intestati all’indagata, difesa dall’avvocato Luca Gentili.
La difesa Ed è proprio tramite Gentili che respinge tutte le accuse. «Stiamo vagliando attentamente il quadro indiziario che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare – spiega l’avvocato Gentili in una nota -; la mia assistita respinge tutte le accuse in direzione di un’ipotesi alternativa degna di assoluta attenzione. Per quanto concerne le esigenze cautelari – prosegue in una nota -le riteniamo del tutto insussistenti; ad ogni buon conto onde scongiurare, anche in ipotesi astratta, il pericolo di reiterazione di reati della stessa natura di quelli per cui si procede la Collega, già all’indomani della perquisizione nel suo studio, ha attivato la procedura di cancellazione volontaria dall’Ordine degli Avvocati».
