Pendolari (Foto Fabrizio Troccoli)

di Ivano Porfiri

Un treno fermo, annunciato in partenza che non è mai partito. Con cittadini prima allibiti e poi imbufaliti a chiedere informazioni che nessuno sapeva dare. Ha dell’incedibile il racconto dei passeggeri che venerdì mattina hanno dovuto subire l’ennesimo disagio da parte delle Ferrovie, disagio che si somma a quelli descritti solo due giorni fa dal rapporto Pendolaria.

Il racconto «Il treno – racconta Massimo – era fermo sul binario e il disco continuava a ripetere: l’Intercity 531 delle 6-40 diretto a Roma Termini è in partenza. Ma le porte erano chiuse e quel treno non si muoveva. Fino all’annuncio che la corsa è stata soppressa. Eravamo in centinaia fermi lì ad aspettare, senza che nessuno ci dicesse niente. Anche chiedendo alla biglietteria e al capostazione non sapevano cosa dirci. E’ veramente incredibile».

In taxi per non perdere l’aereo I passeggeri sono rimasti lì alcuni minuti a chiedersi cosa sarebbe accaduto, se almeno fosse stato predisposto un servizio sostitutivo. «Niente. Eppure il treno era lì, se fosse stato rotto magari lo sapevano dalla sera prima e potevano organizzarsi. Invece ci hanno lasciato in balìa del nostro destino: c’erano persone disperate, con appuntamenti importanti, alcune ragazze che avevano un aereo sono state costrette a prendere un taxi, chi glielo rimborserà?».

Percorsi alternativi Sentito al telefono alle 8.30, lo stesso Massimo era fermo, insieme a molti altri alla stazione di Foligno. «Sarei dovuto arrivare a Roma alle 8.56 con il treno in orario. Invece ho preso il treno successivo per Foligno alle 6.56 e ora sto aspettando l’Intercity da Ancona, che è già stato annunciato con 10 minuti di ritardo. Se mi va bene starò a Roma alle 10.30-11».

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