Gli agenti delle Volanti della questura di Perugia sono dovuti intervenire in due distinte occasioni per sedare la lite fra due conviventi, che poteva avere conseguenze sicuramente peggiori.
Prima lite Nel pomeriggio, una prima pattuglia viene inviata a San Sisto perché in un appartamento si trovava una persona che dava in escandescenza. All’arrivo degli agenti, l’uomo, italiano, che aveva chiamato il 113, spiega di trovarsi in seria difficoltà con quella che, inizialmente assunta come badante della mamma, è diventata poi la sua convivente. La donna, originaria di uno Stato centrafricano, dopo che era iniziata la relazione ha interrotto il rapporto lavorativo. Ma la convivenza sin da subito si era manifestata turbolenta. Gli agenti riescono con fatica a riportare alla calma le parti, che ovviamente si accusavano vicendevolmente. La donna lamentava di essere sfruttata dall’uomo che la terrebbe a casa senza retribuirla, approfittando del fatto che non ha altro luogo dove andare a vivere.
Seconda lite Poco dopo aver ripreso servizio, i poliziotti sono dovuti intervenire nuovamente perché la situazione era nuovamente degenerata in modo drammatico, tanto che l’uomo era stato minacciato con un coltello da cucina. Seppur spaventato, era riuscito comunque a chiamare nuovamente i soccorsi e a disarmare la donna, trovata dai poliziotti in evidente stato di alterazione, e dunque portata in ospedale per un consulto psichiatrico. Per lei anche una denuncia per minacce aggravate.
