L'uomo e la donna che si sono incatenati alla Fontana Maggiore (Foto U24)

di Iv. Por. e M.A.Man.

Si sono incatenati alla Fontana Maggiore con la minaccia di darsi fuoco. E’ successo venerdì mattina a Perugia, dove un uomo e una donna hanno voluto incontrare i rappresentanti di regione e Provincia chiedendo lavoro.

Il caso La coppia di Valfabbrica ha legato alle inferriate della Fontana uno striscione con la scritta: «Vogliamo lavoro e la dignità Stato criminale!» sostenendo di essere disoccupati da qualche anno. Emanuele Fanesi e Giuseppa Di Miceli i loro nomi. Lui  laureato in legge, ha perso il lavoro due anni fa. L’ultimo impiego nello stabilimento dell’azienda di Valfabbrica Profilumbria. Hanno un figlio di 16 anni che non possono far studiare. «Ci siamo venduti anche le fedi», racconta la signora Giuseppa. I due,  avevano in mano una bottiglietta, a loro dire piena di benzina e hanno minacciato di darsi fuoco se qualcuno non dava loro risposte su una pratica aperta all’Ufficio dell’impiego della Provincia. In prima battuta sul posto si sono portati i vigili urbani del corpo di guardia. Poi i carabinieri, i vigili del fuoco (pronti a intervenire in caso fosse stato acceso il fuoco).

Istituzioni sul posto Quindi sul posto sono arrivati il sindaco e gli assessori regionale Stefano Vinti e provinciale Domenico De Marinis, che hanno mediato con i due, promettendo di vagliare con loro la pratica. Intorno alle 12.45 i due si sono convinti e hanno abbandonato la loro protesta.

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