di MA.T.
La storia di un giovane dagli arti mutilati e con evidenti disabilità psicofisiche inizia qualche anno fa quando è stato prelevato dalla sua casa in Romania e accompagnato a Perugia. Mentre l’epilogo è il suo andirivieni molesto tra i corridoi di un ospedale, l’ospitalità presso un centro di cura a Città della Pieve e il rientro in Romania. Di mezzo ci sono due rumeni che, da quanto emerge dalle indagini, si sarebbero approfittati delle sue condizioni per indurlo primo ad uno stato di sudditanza e poi all’accattonaggio per strada, per poi abbandonarlo in ospedale.
La storia A scoprire la triste vicenda di D.G., classe 1988 è stata la divisione Anticrimine della polizia perugina. Dapprima le numerose segnalazioni di un disabile sulle strade centrali di Perugia alle prese con attività di accattonaggio. Poi il suo ricovero in ospedale e il conseguente abbandono e infine, quando gl agenti hanno rintracciato i suoi presunti sfruttatori, la sparizione degli indagati. Questi gli elementi da incrociare e che avrebbero portato alla ricostruzione della vicenda nelle indagini in mano ai poliziotti.
Oggi i due cittadini rumeni scomparsi, C. N., del ‘86 e la convivente G. L., del ’90, devono rispondere dei reati di abbandono di persona incapace e riduzione in schiavitù. Le indagini sono state avviate nell’agosto scorso dagli agenti del posto fisso dell’ ospedale Santa Maria della Misericordia a cui era stata segnalata la presenza molesta, tra le corsie, di un disabile su una sedia a rotelle.
I particolari Il giovane, affetto da gravi mutilazioni agli arti, da qualche giorno infastidiva con atteggiamenti molesti ed aggressivi chi incontrava e si rifiutava di lasciare volontariamente i locali dell’ospedale. Gli agenti si sono accorti che lo straniero, pur se aggressivo, versava in evidente stato di abbandono e necessitava, anche a causa delle frequenti crisi compulsive, di cure specifiche ed assistenza.
L’assistenza Assicurato un programma specifico di assistenza sanitaria per il disabile, che è stato temporaneamente ricoverato in una struttura specializzata, dall eindagini è emerso che il soggiorno a Perugia dello straniero non fosse casuale, gli investigatori hanno acquisito numerose testimonianze ed effettuanto riscontri incrociati sui dati disponibili, grazie anche al contributo di ufficiali della polizia rumena. E’ stato quindi accertato che i due indagati, da qualche anno domiciliati a Perugia nella zona della Stazione e già noti agli inquirenti per reati contro la persona e il patrimonio, a scopo di lucro, nel giugno scorso hanno condotto dalla Romania a Perugia il giovane disabile rumeno disabile .
Il calvario del giovane Dopo averlo ospitato nella propria abitazione e «dopo averlo indotto in stato di soggezione continuata, approfittando delle sue evidenti condizioni di infermità fisica, particolarmente raccapriccianti, lo hanno condotto in vari luoghi affollati della città per l’accattonaggio in strada», scrivono in una nota i poliziotti.
L’abbandono Nell’agosto, non avendo più interesse a sfruttare lo straniero, hanno chiamato il 118 affinché fosse ricoverato in ospedale disinteressandosene. Da quando sono state attivate le indagini della Divisione Anticrimine, i due cittadini rumeni individuati quali responsabili dei fatti in esame, si sono resi irreperibili a Perugia.
La solidarietà Nel frattempo si sono attivati vari enti ed organismi per prestare assistenza al giovane rumeno che al termine degli accertamenti sanitari urgenti, è stato trasferito presso una struttura sanitaria di Città della Pieve, dove è stato assistito in attesa del trasferimento in Romania.
Le autorità rumene La sua triste vicenda è stata riferita alle autorità rumene che hanno favorito il suo rientro in patria con il contributo dei rappresentanti della comunità rumena di Perugia, dei servizi sociali del Comune di Perugia, degli psicologi della Asl di Perugia , nonché dalla Caritas diocesana. Mercoledì scorso il giovane è stato dimesso dalla struttura sanitaria ed accompagnato, in aereo, in Romania, a Bacau dove lo hanno atteso, per prestargli assistenza, i rappresentanti del Comune, i servizi sociali e la polizia rumena.

