Il materiale sequestrato dalla polizia

Il blitz è avvenuto in  un esercizio regolarmente autorizzato alla vendita di botti natalizi. Sugli scaffali esposti al pubblico, tra i vari prodotti che, controllati singolarmente, risultavano conformi alla normativa, gli agenti hanno trovato alcuni bengala, su cui non erano indicati i limiti di età e la quantità equivalente netta di materiale esplosivo attivo.

Gli agenti considerano questi articoli  «potenzialmente molto pericolosi», nonostante tutto però erano esposti tra i fuochi riportanti regolare etichettatura. Difatti le norme impongono che ogni artificio pirotecnico riporti obbligatoriamente alcuni dati identificativi come il nome e l’indirizzo del fabbricante, e dell’importatore, il nome e il tipo dell’articolo, i limiti d’età per l’utilizzo, la categoria, le istruzioni d’uso, l’anno di produzione e la scadenza, nonché la quantità equivalente di materiale esplosivo .

Gli agenti hanno quindi proceduto al sequestro di tutti gli articoli non etichettati e precisamente 128 bengala denominati ‘pioggia d’argento’, e 4 bengala sprovvisti di denominazione. Al gestore dell’attività e alla titolare dell’esercizio, che tra l’altro è l’ anziana madre del gestore, appunto, sono state contestate le violazioni di commercializzazione e vendita di prodotti pirotecnici non etichettati e non riconosciuti. «I prodotti sequestrati saranno distrutti per la loro pericolosità», conclude la nota.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.