di Iv. Por.
Se rivoleva il suo computer doveva pagarne il “riscatto”. Gli agenti della polizia postale di Perugia hanno sventato un tentativo di estorsione ai danni di un libero professionista del capoluogo umbro.
Il furto e le chiamate L’uomo, mercoledì scorso aveva subito il furto del suo computer portatile, un ‘MacBook Air’, all’interno della sua autovettura in via Settevalli. Furto grave non solo per il valore materiale del pc, ma soprattutto per i sei mesi di lavoro come grafico e responsabile marketing racchiusi nella memoria. Qualche ora dopo il furto, il libero professionista riceve una due chiamate da un numero anonimo: è un uomo che gli chiede quanto sia disposto a pagare per riavere il computer. Lui dice una cifra, ma all’altro non basta e la comunicazione si chiude.
La denuncia A quel punto l’uomo sporge denuncia alla polizia postale. Acquisiti i tabulati telefonici, con il consenso della procura, la postale risale al titolare del numero che aveva effettuato le chiamate: si trattava di un artigiano incensurato di Castel Ritaldi. Scattata la perquisizione, in casa in effetti aveva il computer, restituito al legittimo proprietario. Per l’artigiano è scattata la denuncia per ricettazione e tentata estorsione.

