Con una ricetrasmittente nelle orecchie e una microcamera appuntata sul bottone della camicia, avevano ideato un modo per farsi suggerire le risposte delle domande ai quiz dell’esame per la patente. La truffa, ideata da alcuni giovani pakistani, forse perché avevano problemi con la lingua italiana, è stata scoperta dalla polizia stradale, che un giorno ha visto una giovane donna cinese – che già due anni fa era stata pizzicata alla motorizzazione mentre faceva un esame con l’ausilio di una ricetrasmiettente – in auto con tre giovani pakistani in un’auto in via Mario Angeloni.
Sequestrata attrezzatura Gli occupanti dell’auto hanno quindi nascosto nel vano motore della macchina tutto il kit per la truffa. Ma i poliziotti si sono accorti di tutto e hanno sequestrato tutto. Uno dei due aveva già fatto l’esame azzeccando 39 domande su 40. Secodno la ricostruzione della polizia, la giovane cinese avrebbe fatto da tramite tra l’ideatore della truffa – un pakistano residente a Brescia – e altri pachistani, che dovevano fare l’esame di guida. I due pakistani sono quindi stati indagati per induzuone in errore pubblico ufficiale e l’organizzatore della truffa è già stato espulso e riportato in Pakistan
