di Francesca Marruco
Stanno scandagliando la vita dei componenti della famiglia sequestrata dai due rapinatori venerdì notte a Pietramelina. I carabinieri del reparto operativo del comando di Perugia guidati dal tenente colonnello Pierugo Todini stanno lavorando alacremente per arrivare il più presto possibile ad incastrare i due rapinatori che hanno terrorizzato una donna e la nipote di 14 anni.
Reperti al Ris E anzi, forse proprio il terrore peggiore, quello legato allo stupro della donna cinquantenne, per il malvivente potrebbe essere un boomerang. Del materiale biologico è stato infatti portato al Ris di Roma per estrarre dna utile all’identificazione. Ma nella villetta del ristoratore i militari hanno trovato anche altri reperti che potrebbero essere utili alle indagini. Al vaglio degli investigatori anche le celle telefoniche che potrebbero rivelare qualche contatto utile.
Racconti e riscontri Ma oltre alle indagini scientifiche e tecniche ci sono quelle tradizionali, fatte di testimonianze, racconti e resoconti di sospetti. E allora i militari si stanno facendo raccontare tutto il possibile dai componenti della famiglia di Pietramelina. Anche un episodio insignificante potrebbe invece rivelarsi utile. E poi i controlli, a tappeto, su personaggi che potrebbero avere a che fare con la rapina tanto violenta.
Occhi di ghiaccio? Non avrebbe particolare rilievo la pista dell’albanese conosciuto come “ occhi di ghiaccio”, evaso il mese scorso dal carcere romano di Regina Coeli: l’uomo era dietro le sbarre tra l’altro perché faceva parte di una banda di albanesi che aveva messo a segno una dozzina di rapine nel perugino lo scorso anno. Potrebbe aver ripreso a fare rapine? Potrebbe. Ma nessun particolare elemento, al momento noto, lo legherebbe a questa, senza precedenti per violenza.
I complici del rapinatore giardiniere? Così come non avrebbe particolare rilievo la pista dei complici dell’uomo che ha messo a segno una rapina in una villa a Casa del Diavolo, che di giorno faceva il giardiniere e aveva lavorato nella casa depredata. Lui è in carcere a Perugia, ma dei suoi complici ancora neanche l’ombra. Potrebbero essere loro? Potrebbero.
Fenomeno preoccupante La verità è che il preoccupante fenomeno delle rapine in villa persiste nonostante gli arresti di un’intera banda che agiva senza scrupoli. E anzi diventa anche più preoccupante vista l’escalation di inaudita violenza che ha preso in questa ultima occasione. La donna violentata intanto è stata dimessa dall’ospedale. Il suo fisico è quasi guarito, anche se avrà paura a mettersi a dormire la sera.

