Il gip di Perugia Margherita Amodeo ha disposto l’applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di un 25enne aretino indagato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della compagna convivente. Il giudice ha convalidato il provvedimento urgente di allontanamento dalla casa familiare adottato dal pubblico ministero e ha applicato anche il divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Le accuse Secondo la ricostruzione della Procura, l’indagato avrebbe maltrattato la compagna, dalla quale ha avuto due figli. Le condotte contestate risalgono, in particolare, a episodi avvenuti tra il 2025 e il giugno 2026. L’uomo è accusato di avere tenuto comportamenti violenti e minacciosi in casa e di avere aggredito la donna anche quando era in stato di gravidanza.
La gravidanza In un episodio indicato negli atti, avvenuto nel luglio 2025, la donna era incinta della seconda figlia. Dopo una lite l’indagato l’avrebbe colpita sferrandole calci alla pancia e le avrebbe detto: «Io questo bambino non lo voglio più, è stato un errore». L’aggravante contestata riguarda proprio l’avere agito contro una donna in stato di gravidanza.
Le aggressioni Nel novembre 2025 – secondo l’accusa – l’uomo avrebbe insultato la compagna chiamandola «pazza», poi le avrebbe lanciato addosso oggetti presenti in casa, schiaffeggiandola al volto e costringendola a uscire in pigiama e a restare sul pianerottolo. Dopo un periodo di allontanamento, la donna lo avrebbe riaccolto in casa per consentirgli di stare con i figli.
Il rientro in casa Nel giugno 2026 – sempre secondo la ricostruzione accusatoria – la situazione sarebbe precipitata di nuovo: dopo essere stato invitato a lasciare l’abitazione, il giovane sarebbe rientrato più volte scavalcando di notte il balcone e passando da una finestra.
L’ultimo episodio Il 14 giugno 2026, nell’abitazione familiare, l’indagato si sarebbe impossessato del telefono della compagna e avrebbe letto le chat contenute nel cellulare. Dopo avere appreso di nuove frequentazioni della donna, le avrebbe lanciato contro oggetti, colpendola con pugni al braccio e alle gambe. Secondo gli atti le avrebbe scagliato contro anche un posacenere, usato come oggetto atto a offendere.
Le lesioni Alla donna sono state riscontrate lesioni con una prognosi di dieci giorni. Negli atti si parla di contusioni al polso e alla mano destra e di un episodio sincopale, verosimilmente di origine vaso-vagale. L’accusa ipotizza anche l’aggravante del rapporto affettivo tra indagato e persona offesa.
La misura Dopo la richiesta della Procura il gip Margherita Amodeo ha convalidato l’allontanamento urgente dalla casa familiare e ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico. L’indagato non si è presentato all’udienza di convalida. L’indagato è difeso dall’avvocato Marco Gentili.
