di Ivano Porfiri

«E’ la terza spaccata in un mese, quattro in poco tempo, la stazione di Sant’Anna è diventata un luogo di degrado, non ce la facciamo più». E’ il grido di allarme di chi, malgrado suo, ha dovuto imparare a convivere con la delinquenza, ad accettare il “meno peggio” pur di tirare avanti. Arriva da Catia Rinchi e Matteo Peducci, che gestiscono il bar tabacchi S.Anna di piazzale Bellucci.

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Il raid L’ultimo furto risale alla notte scorsa: dalle telecamere a circuito chiuso si vede un uomo da solo che poco dopo l’una prende un blocco di cemento e sfonda prima la vetrina dell’agenzia di viaggi ‘Vecchia stazione’, tenta di aprire la cassaforte senza riuscirci, arraffa quello che può (un po’ di biglietti) e passa oltre. Riprende, quindi, il blocco e lo scaglia contro la vetrina del bar-tabaccheria. All’interno non può prendere i tabacchi perché protetti da una grata blindata, allora si impossessa del registratore di cassa, intasca un centinaio di euro e un po’ di biglietti di Umbria mobilità.

Messo in fuga A quel punto arriva un uomo di colore che lo mette in fuga, facendolo allontanare lungo i binari. A spiegare cosa sia successo è la titolare del bar, Catia Rinchi: «Qua la notte ci sono sbandati che dormono sui treni: aprono le porte con grande facilità. Questo signore ha sentito rumore e ha cercato di sventare il furto ma è arrivato tardi».

Terzo colpo in poco tempo Il bar della stazione è preso di mira da quando è aperto il cantiere per riparare la voragine aperta nel piazzale, con i teli che fanno da scudo ai ladri, liberi di agire indisturbati. Il 25 aprile, nella tarda serata, la prima spaccata della serie: rotto un vetro, è stato preso il registratore di cassa. Qualcuno vede e chiama la polizia (non è nemmeno mezzanotte), ma il ladro si dilegua lungo i binari. La seconda il 1 maggio: stavolta il colpo è ben organizzato con i malviventi che prendono il cambiamonete e lo portano su per le scale fino a via Roma (davanti al Velvet), dove probabilmente c’è un’auto ad attenderli ad riparo dall’occhio elettronico delle telecamere.

Esasperazione «Non ne possiamo più – spiega Catia Rinchi – noi cerchiamo di lavorare ma è sempre più pericoloso, con questa fame di soldi che c’è in giro. Qui la sera c’è il degrado, gente che dorme sui treni, brutte facce come non se ne vedevamo da anni. Pensi che io sono stata tranquilla un po’ di tempo perché c’erano dei tunisini, presumo pusher, che stavano seduti ai miei tavolini. Finché c’erano loro non succedeva nulla. Poi credo che li abbiano arrestati e abbiamo ricominciato con i furti».

Il problema stazione I gestori hanno già preso contromisure. «I tabacchi sono protetti da un sistema che ci è costato 5 mila euro, paghiamo la vigilanza notturna, ma purtroppo la soprintendenza non ci fa cambiare le vecchie porte di legno ed è facilissimo romperle approfittando della notte. Io – prosegue Catia – lascio sempre il cassetto della cassa aperto con pochi soldi per evitare che portino via il registratore di cassa o facciano più danni. A questo punto non sappiamo se continueremo a pagare l’affitto a Umbria mobilità considerato che lavoriamo più per i ladri che per noi».

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