di Fra. Mar.
«Dopo averla avvicinata e averle richiesto una prestazione sessuale da consumarsi in strada, a fronte del rifiuto di lei con violenza consistita nell’averla trascinata in una zona appartata afferrandola per il collo e puntandole un’arma non meglio precisata al fianco sinistro, quindi imponendole di praticargli un rapporto orale senza l’uso del preservativo ha costretto omissis a subire atti sessuali nonché, reiterando atti di violenza, consistiti nell’averla spinta a terra, imponendole di spogliarsi, mettendosi sopra di lei, in tal modo immobilizzandola e schiaffeggiandola ripetutamente, costringeva la stessa a subire atti sessuali consistiti nel contatto del proprio corpo e in tentativi ripetuti di penetrarla». La notte dell’orrore per quella donna sudamericana arrivata in Italia per vendere il suo corpo, si è consumata il 21 ottobre 2012.
Condannato Oggi, per quella brutta violenza, l’imputato nordafricano difeso dall’avvocato Donatella Panzarola e Christian Giorni, è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione dal gup Carla Giangamboni. Il pm Gemma Miliani aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione. Alla donna, costituita parte civile con l’avvocato Antonio Cozza, il giudice ha anche riconosciuto una provvisionale di 30mila euro.
Salvata dai fari di una macchina In quella notte in cui la donna temette per la sua vita, come lei stessa ha spiegato nella denuncia che sporse subito dopo, era lungo la strada in cui vendeva il suo corpo, quando, dopo essere stata avvicinata da un primo nordafricano, è stata trascinata dietro i cespugli da un secondo africano, sopraggiunto in un secondo momento. L’uomo, le ha puntato addosso qualcosa di appuntito e le ha detto «tu adesso vieni con me». L’ha fatta spogliare per vedere se era una donna e le ha ordinato di fare sesso con lui senza preservativo. La donna si è rifiutata di farlo e in un momento in cui lui si è alzato, lei ha provato a scappare, ma lui l’ha inseguita e l’ha nuovamente trascinata dietro i cespugli. L’ha colpita violentemente con uno schiaffo e l’ha buttata di nuovo a terra. A quel punto, per fortuna, è passata di lì una macchina che ha puntato i fari verso di loro e l’uomo, credendo che si trattasse della polizia, è scappato portandosi via il cellulare della donna. Lei poi si rialzò e chiese aiuto ad un trans. Poi la polizia trovò l’uomo, oggi condannato.
