di En.Ber.
Undici anni e mezzo di reclusione. E’ questa la condanna inflitta dalla Corte d’assise di Perugia a Calin Maranata, l’indagato principale dell’inchiesta Christmas dei carabinieri di Assisi del 2009. Durante le indagini vennero alla luce storie di giovani dell’Est europeo costrette a prostituirsi e obbligate a consegnare il ricavato agli aguzzini. Insieme a sequestri di persona, riduzione in schiavitù, minacce di morte e violenze sessuali.
Altre condanne pesanti I giudici hanno inflitto altre quattro condanne ai romeni ed albanesi imputati: Edmond Xholi 10 anni di reclusione, Cristina Dragomir 8 anni e sei mesi, Lucica Botan 4 anni e 500 euro, Klodian Xhika 2 anni e 258 euro di multa. Nei capi d’accusa è spiegato che una giovane era stata reclusa e sorvegliata in un appartamento e costretta a prostituirsi. In più – è l’accusa – punita «severamente» in caso di mancato guadagno. La giovane, secondo il pm Valentina Manuali, arrivata in Italia con la proposta di un lavoro da sarta, è stata costretta da Xholi a rapporti sessuali. L’operazione dell’Arma è stata chiamata Christmas perché proprio la notte del 24 dicembre 2009 gli investigatori hanno saputo della presenza di una ragazza sequestrata ad Assisi. I giudici (presidente Mautone, a latere Grassi) depositeranno le motivazioni della sentenza entro i prossimi 90 giorni. Gli avvocati Daniela Paccoi e Guido Rondoni, difensori di uno degli imputati, hanno già anticipato che ricorreranno in appello contro la sentenza. La parte civile era invece rappresentata dalle avvocatesse Alessandra Donatelli Castaldo e Antonietta Confalonieri.
