di Francesca Marruco
E’ una procura che cerca di aprirsi sempre di più verso l’esterno e verso i bisogni dei cittadini quella fotografata mercoledì mattina durante la conferenza stampa tenuta dal procuratore Giacomo Fumu in vista dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Un anno di duro lavoro La procura di Perugia che si staglia dai discorsi del procuratore capo è un organo efficiente che in un anno ha cercato di riorganizzarsi dopo un periodo di carenza di organico e di assenza di una guida. «Abbiamo tentato di rimboccarci le maniche – ha detto il procuratore Fumu – e riflettere sulla possibilità di un’organizzazione più efficiente e razionale, tale da porre l’ufficio in grado di adempiere i suoi compiti istituzionali e dare risposta alle esigenze del cittadino».
Nuovi mezzi E il sempre maggiore ricorso al decreto penale quando si tratta di reati concernente l’evasione contributiva rientra nell’ottica di risposta alle domande della collettività. «In tempo di crisi comprendiamo che evadere può non derivare da una volontà criminale – ha detto. – In questi casi ricorriamo al decreto penale di condanna che permette l’oblazione pecuniaria in sostituzione della pena detentiva. Riuscendo anche a snellire il lavoro del tribunale. Se l’evasione contributiva però è la spia di reati più gravi scattano le indagini». Per questo la Procura ha avviato un protocollo d’intesa con l’Inps che mensilmente segnala dati agli uffici di via Fiorenzo di Lorenzo. Importante anche il protocollo avviato dagli uffici competenti per sostituire le pene per chi guida in stato di ebbrezza con lavori socialmente utili a cui nell’ultimo periodo è stato dato grande impulso.
Numeri Quanto ai numeri dei procedimenti trattati e risolti, al 7 ottobre 2011, le pendenze in procura a Perugia erano minori del 7 ottobre dell’anno precedente. Il procuratore ha sottolineato la riduzione del 69,3 % dei procedimenti pendenti con autore ignoto e del 12,8 % di quelli con autore identificato.
No ai nomi dei magistrati Il procuratore di Perugia vorrebbe che «calasse il silenzio sul nome dei magistrati. Qualcuno pensa – ha precisato- che la nostra azione sia ispirata al desiderio di apparire e non al solo senso di giustizia. Niente di più sbagliato. Per questo vorrei evitare qualsiasi strepitio intorno alla persona fisica del magistrato». Che invece secondo il procuratore è esecutore dell’azione penale. « Io sono il primo livello di garanzia del cittadino» ha aggiunto. Né «tutore dell’ordine», né «giudice di scopo» . Fumu parla e desidera dunque una procura efficiente e sobria in cui non sono contemplate sbavature tecniche, ma dove non si rinuncia, «a lavorare con passione, sburocratizzando un po’il tutto».

