Sono tre romene e un’albanese le prostitute sorprese la notte scorsa dalla polizia municipale mentre si prostituivano in via Trasimeno Ovest, violando così l’ordinanza che sarà in vigore almeno fino a ottobre. Le multe, come previsto dal provvedimento, ammontano a 450 euro. Le due pattuglie degli agenti hanno controllato anche i clienti, tutti uomini arrivati da fuori Perugia. La settimana scorsa invece gli automobilisti multati sono stati tre: tutti sono stati beccati dai vigli del nucleo decentrato di Fontivegge, in pieno pomeriggio, in via Canali, una delle zone calde per quanto riguarda microcriminalità e prostituzione.

Le vie La ‘zona rossa’ oggetto dell’ordinanza va dalla stazione Fontivegge a Ponte San Giovanni fino a tutta l’area del Percorso Verde. Nello specifico le strade dove scattano le multe (spedite a casa) sono via Cortonese, zona Stadio Curi, piscina Fortebraccio, viale dell’Ingegneria, via Firenze, via Cairoli, via Frà Govanni Pian di Carpine, via Trasimeno Ovest (compresa strada che permette accesso al raccordo Perugia-Bettole in direzione Perugia), via Mentana, via Bellocchio, via Caprera, via Mario Angeloni, via Sicilia, via Palermo, via Settevalli, via del Macello, via Canali, via Martiri dei Lager, via Campo di Marte, via Piccolpasso, via Barteri, via Penna, via Dottori, via Tuzi, via Soriano, via Manzoni, via Catanelli e via Adriatica.

Tunisino espulso In un’altra zona ‘calda’ come via del Macello invece, teatro nei giorni scorsi di un tentato scippo durante il quale una 26enne è stata ferita con una coltellata alla mano, la polizia provinciale ha trovato un tunisino che ‘abitava’ in un sottoscala di un palazzo. Accompagnato in questura, è stato espulso dal territorio italiano con decreto del prefetto e del questore. «In via del Macello come in altri quartieri perugini – spiega un comunicato della polizia provinciale – spesso accade che i garage vengano scambiati per ricovero da clandestini e spacciatori. I controlli del corpo in questione vengono attivati anche a seguito delle decine di esposti che giungono all’amministrazione provinciale da parte di residenti che segnalano la presenza di persone spesso dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti».

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