L’abitazione privata e l’ufficio del procuratore aggiunto di Perugia, Antonella Duchini, sono stati perquisiti su ordine dei pm di Firenze alla ricerca di elementi di contatto tra il magistrato umbro e l’imprenditore Carlo Colaiacovo (o, comunque, di persone o di società riconducibili al patron del cemento). Duchini, già coinvolta in un’indagine fiorentina su una presunta rivelazione di segreto d’ufficio – ai sensi dell’articolo 11 del Codice di procedura penale sono i magistrati di Firenze incaricati di seguire le vicende perugine riguardanti le toghe, nel caso di specie se ne stanno occupando i pm Luca Turco e Leopoldo De Gregorio – viene ora accusata anche del reato di abuso d’ufficio.
DOVE PORTANO LE INTERCETTAZIONI SICILIANE
Richiesta di sequestro La nuova accusa – secondo quanto si apprende – riguarderebbe un presunto vantaggio patrimoniale che, verso la fine del 2016, Duchini, in concorso con gli ex carabinieri del Ros di Perugia Orazio Gisabella e Costanzo Leone avrebbe fatto ottenere a Carlo Colaiacovo. L’ipotesi investigativa porta a sospettare di una non imparzialità nell’esercizio della funzione pubblica da parte del pm perugino avvenuta mediante la richiesta di un sequestro preventivo di una quota della società Financo di proprietà della srl Franco Colaiacovo Gold. In questa maniera – è la ricostruzione – sarebbe stato arrecato un danno agli imprenditori Giuseppe e Franco Colaiacovo favorendo allo stesso tempo Carlo nel progetto di acquisizione di quelle quote.
