Tre anni e otto mesi. E’ questa la condanna inflitta dal giudice Valerio D’Andria che ha processato, con rito abbreviato, due calabresi accusati di tentata estorsione aggravata nei confronti di un notaio. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Perugia gli imputati, un 28enne che vive a Ponte Felcino e un 50enne residente a Magione, nel luglio 2015 erano piombati nello studio del professionista minacciandolo con una pistola. «Se non ci dai subito i soldi per te finisce male», sarebbe stata la minaccia. La notizia della condanna è riportata dal Corriere dell’Umbria. In seguito agli arresti gli arresti i carabinieri avevano parlato di minacce «tipiche di una modalità ‘ndranghetistica».
Comuni origini calabresi Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tutto nasce dalla conoscenza tra il 50enne, titolare di un’impresa edile, e il notaio, accomunati dalle origini calabresi. Il professionista aveva affidato alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile all’imputato, poi però c’erano stati problemi e il notaio aveva deciso di cambiare la ditta per completare i lavori. Gli investigatori sono convinti che «i soldi sono stati chiesti per agevolare la vita di parenti in carcere».
