Ecco il racconto della nostra collaboratrice Maria Alessia Manti di una serie di episodi avvenuti martedì 1 gennaio alla stazione ferroviaria di Fontivegge a Perugia. Episodi purtroppo non rari per chi frequenta quotidianamente quel luogo e che fanno riflettere sul livello di sicurezza.
di Maria Alessia Manti
Non è un film di Tarantino ma una delle mie solite attese lungo i binari, alla stazione di Perugia. Ci sono due tunisini, giovanissimi. Con loro una ragazzetta non proprio «presente». Parlano animatamente. Lei però comincia ad urlare, uno dei due tira fuori un coltellaccio da macelleria e le taglia una ciocca di capelli. Poi il parapiglia: corrono in soccorso due peruviani, lo disarmano, buttano il coltello nel cesto della spazzatura e spariscono. Intanto arriva la polizia, va alla ricerca dei due.
La scena si sposta al binario 3. C’e una coppia afroamericana, lei con evidente abbigliamento da veglione di capodanno e le cuffie nelle orecchie, balla mentre aspetta il treno che aspetto io. Lui, alto come un giocatore di pallacanestro, le passa una canna e una ceres. Riappaiono i poliziotti che hanno nel frattempo recuperato uno dei due ragazzini tunisini. lo accompagnano all’uscita mentre la coppia canta Happy new year. Non è un film di Tarantino, no.
È arrivato il mio treno.
